Italia

Disagio psichico: Previte, «Pesce d’Aprile» il rinvio della chiusura degli ospedali giudiziari

«Il decreto-legge con cui il ministro della Salute ha proposto al Consiglio dei ministri la proroga al 1° aprile 2014 della chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), in attesa che le Regioni realizzano le strutture di ricettività dei “malati-reclusi”, ha prodotto una intensa ribellione nelle famiglie dei “degenti” e nell’opinione pubblica, ritenendo quasi un anticipato triste “pesce d’aprile”».

Lo scrive in una nota il presidente dell’associazione «Cristiani per servire», Franco Previte, che da tempo si occupa dei diritti dei malati, specie di quelli del settore psico-assistenziale. Secondo Previte «la famiglia italiana dei detenuti in Opg è turbata, indignata, preoccupata» per questa decisione, mentre rimangono inutilizzati, almeno al momento, i 272 milioni di euro stanziati per la costruzione di nuove strutture ricettive di tali malati, al posto dei vecchi Opg.

La nota sottolinea poi che «quello che è più strano, è il mancato “passaggio” delle mansioni dall’amministrazione penitenziaria al ministero della Salute», evidenziando le difficoltà per la presa in carico di tali pazienti dal sistema giudiziario a quello sanitario regionale. Il presidente Previte cita infine le parole del capo dello Stato Giorgio Napolitano: «È inaccettabile e intollerabile per un paese che si definisce appena civile consentire che queste strutture restino aperte anche solo un giorno in più».