Toscana

Export, i prodotti toscani riconquistano i mercati

di Ennio Cicali

Buone notizie dai mercati esteri per i prodotti toscani. Torna a far sorridere l’andamento sicuramente positivo delle esportazioni, facendo dimenticare le delusioni accumulate negli ultimi difficili cinque anni. La vendita di beni toscani sui mercati internazionali è aumentata in maniera notevole (+12% contro il 9% del dato nazionale), in aumento anche le importazioni di beni dall’estero (+9,4%, rispetto al 2005). La crescita delle vendite di beni toscani all’estero è generalizzata: alimentari e affini hanno realizzato un incremento del 12,7% (ottime le vendite dell’olio, più contenute quelle del vino); raffinerie, chimica e gomma fanno segnare un aumento del 9,2%; andamento positivo anche per le esportazioni di prodotti farmaceutici (+5,1%), dei prodotti chimici di base (+4,5%) e della plastica (+3,1%). Tra le produzioni tipiche del «made in Tuscany» da ricordare anche i mobili (+4,2%) e i gioielli (+5,1%), pur non trascurando in questa valutazione il forte rialzo delle quotazioni dell’oro. Per il comparto della metalmeccanica, la metallurgia ha fatto registrare nel 2006 un incremento notevole (+52,9%, probabilmente dovuto, almeno in parte, al nuovo assetto proprietario delle imprese siderurgiche della costa e alla dinamica dei prezzi dell’oro); in aumento del 24,4%, rispetto al 2005, le vendite sui mercati internazionali di macchine e apparecchi meccanici (un risultato che va però valutato alla luce della forte flessione del 2005), mentre per la meccanica di precisione l’andamento del 2006 non è molto positivo (+0,3%). Importante, infine, l’ottimo andamento della produzione di automezzi (cresciuti del 27,1%). Non accennano a diminuire sui mercati internazionali le difficoltà per i prodotti della moda e, in particolare, del tessile e abbigliamento: i filati in flessione anche nell’ultimo anno (-0,2%), vendite in calo anche per i tessuti (-5,4%), la maglieria (-0,4%), mentre segnali positivi si registrano nelle confezioni (+5,4%) e nella pelletteria (+16,5%). I quindici paesi dell’Unione Europea sono tra i principali mercati di sbocco dei prodotti toscani, con una crescita dell’8,6%, ma non va dimenticato anche il Nord America, che quest’anno ha fatto registrare una dinamica positiva anche se modesta (+3,4%). Da segnalare la consistente crescita (+22,7%) delle esportazioni toscane nei paesi dell’Estremo Oriente. Il favorevole andamento delle esportazioni è segnalato dal Rapporto 2006-2007 dell’Irpet (l’istituto regionale per la programmazione) sul commercio estero della Toscana. Come si distribuiscono le esportazioni sul territorio toscano? Nel complesso si assiste ad una generale tendenza alla crescita dei valori esportati, con l’eccezione della provincia di Prato che ha una flessione del 1,2%. Tra le province in crescita, Massa Carrara e Livorno hanno realizzato incrementi notevoli (rispettivamente del 48% e del 22,5%). Con una sostanziale differenza: per Massa Carrara il fattore fondamentale per l’aumento è rappresentato da macchine e apparecchi meccanici, per Livorno la crescita è sostanzialmente generalizzata (con un forte balzo della metallurgia). In misura positiva, anche se più contenuta, sono variati i valori delle esportazioni delle altre province: Arezzo 11,3; Firenze 9,1; Grosseto 12; Pisa 10,6; Lucca 14,6; Pistoia 16,9; Siena 8,6. Tra i settori produttivi da segnalare l’aumento delle esportazioni dei mezzi di trasporto: a Lucca per la cantieristica, Pisa e Pistoia, per la presenza, rispettivamente, di Piaggio e Breda.

L’effetto sui bilanci delle famiglieQual è l’impatto che la variazione dell’export esercita sul reddito dei toscani? L’Irpet ha stimato che l’incremento delle esportazioni (+12% in termini nominali) ha indotto, nel 2005/06, un aumento dell’1,1% nel reddito disponibile familiare. Un aumento tutt’altro che trascurabile, se confrontato alla variazione del reddito per effetto della riforma dell’Irpef della recente Finanziaria stimata nell’ordine di appena 0,5 punti percentuali! Il benessere dei toscani dipende quindi, molto più di quanto non sia comunemente percepito, dalla capacità di vendere all’estero i nostri beni e servizi. Non casualmente, le difficoltà di proiezione sui mercati internazionali delle imprese toscane, in questi ultimi anni, sono state uno dei fattori -insieme ad altri- che hanno provocato il ristagno della crescita dei bilanci familiari. In termini assoluti, nel 2005/06, l’aumento della domanda estera ha garantito una disponibilità aggiuntiva di risorse monetarie nei bilanci familiari che è, in media, di 303 euro. Secondo l’Irpet , però, tale disponibilità è proporzionale al benessere economico: le famiglie meno abbienti, infatti, hanno un aumento di reddito pari a 95 euro, mentre per le famiglie più abbienti l’aumento è di ben 522 euro. Nel complesso quindi sembra che le esportazioni abbiano aumentato sia il reddito sia la disuguaglianza. Tuttavia, secondo l’Irpet, l’effetto dell’export in Toscana continua ad essere positivo.