Toscana

FIRENZE, CONVEGNO SU «LE QUERCE», CASA D’ACCOGLIENZA  CARITAS PER EX INTERNATI ALL’OPG

Un “ponte” tra il prima dell’ospedale psichiatrico giudiziario e un dopo di ricostruzione e di speranza. Così è stata definita la struttura residenziale psichiatrica Le Querce, che dal 10 settembre 2001 (anno della sua apertura) ad oggi ha accolto 63 persone con gravi problemi psichici e autori di reati, provenienti dall’Opg di Montelupo, ma anche dalle carceri ordinarie.Ai dieci anni di attività della struttura residenziale psichiatrica Le Querce è dedicato il convegno “We can, ovvero la costruzione perseverante di un’alternativa all’ospedale psichiatrico giudiziario” (programma sul sito Caritas), organizzato da Regione Toscana a Caritas Diocesana di Firenze per venerdì 7 ottobre nella Sala blu dell’Educatorio del Fuligno, via Faenza 48. Il convegno, che durerà l’intera giornata, dalle 9 alle 18, e al quale parteciperanno amministratori, operatori sanitari e sociali, volontari, è l’occasione per tracciare un bilancio dell’esperienza e passare in rassegna esperienze simili nel resto del Paese. Alle 11 è prevista una tavola rotonda su “Salute e giustizia: percorsi condivisi per la persona con disturbi psichici autrice di reato”, alla quale prenderà parte anche l’assessore Scaramuccia. A chiudere i lavori, alle 18, sarà il garante dei detenuti della Regione Toscana Alessandro Margara.Le Querce, situata nella canonica della chiesa di San Pietro a Sollicciano, a Firenze, è gestita dalla cooperativa sociale San Pietro a Sollicciano onlus, in collaborazione con la Asl 10 di Firenze. E’ una delle poche strutture psichiatriche residenziali in Italia, e costituisce un tramite tra lo stato di internamento-detenzione e la libertà. Gli invii dall’Opg sono attuati in una stretta collaborazione con l’Unità Operativa della Asl 11, nella garanzia di una continuità terapeutica; ogni Dipartimento di Salute Mentale dell’Area Vasta Centro ha un costante monitoraggio ed informaizone sull’inserimento.La struttura dispone di 5 camere per gli ospiti, ciascuna dotata di bagno, di una cucina e di locali per i pasti, la attività riabilitative e cliniche, i colloqui terapeutici; all’esterno terrazza, corte e giardino. La struttura ha come responsabile uno psichiatra della Asl 10. Una volta entrato nella residenza, l’ospite viene tenuto in osservazione per un mese, poi gli operatori formulano per lui un piano terapeutico individualizzato. Il paziente viene preso in cura da un’équipe terapeutica costituita da uno psichiatra interno, talora dallo psicologo, da un educatore e da due operatori di base. Il tempo di permanenza previsto è di circa un anno. La stragrande maggioranza degli ospiti che sono passati da Le Querce – dicono gli operatori – hanno ottenuto risultati clinici e giuridici davvero buoni, superiori a ogni più rosea aspettativa.“Come Regione Toscana abbiamo intrapreso da tempo un percorso per l’effettivo superamento dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo – dice l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – Pur continuando a intervenire sulla struttura penitenziaria, proseguiamo con un intenso programma di dimissioni. Nel 2011 sono stati dimessi più di 60 pazienti. Esperienze come quella de Le Querce sono la dimostrazione che è possibile realizzare una struttura intermedia tra lo stato detentivo e la piena libertà, dove i pazienti possono attraversare un periodo speciale di riabilitazione prima di affrontare di nuovo la società e la vita di relazione”.“L’esperienza de Le Querce è per noi della Caritas – dice Alessandro Martini, direttore della Caritas Diocesana di Firenze – la testimonianza concreta di come, ottimizzando le risorse e lavorando insieme tra Regione Toscana, terzo settore, soggetti del privato sociale, si ottengono vantaggi non solo per l’economia, ma anche e soprattutto per il rispetto e la tutela delle persone con situazioni difficili alle spalle, che hanno bisogno di trovare luoghi dove costruire un futuro diverso e migliore. Le Querce è un luogo-ponte tra l’esperienza drammatica dell’Opg e un dopo che vuole essere positivo. Un grazie ai responsabili del servizio sanitario pubblico che hanno creduto in questo progetto, a chi dirige Le Querce e agli operatori che ci lavorano”.I dati sull’Opg di Montelupo. Nel 2010, a fronte di una degenza media di 175 persone all’interno dell’Opg, sono state attuate dimissioni per un totale di 84 persone (ampiamente superiore all’obiettivo di 48 indicato dal DPCM), di cui 28 pazienti toscani, inviati per il 65% in comunità terapeutica, per il 25% al domicilio proprio o dei familiari, per il 10% in residenze sociali. Nel 2011 sono stati dimessi complessivamente oltre 60 pazienti, di cui 20 toscani; i non toscani hanno fatto ritorno nei propri territori di residenza. Questo lavoro di dimissione ha consentito di ridurre le presenze da oltre 165 (registrate alla fine del 2010) a 124 (dato del 20 settembre 2011). Dopo il passaggio delle competenze, la Asl 11 di Empoli ha arricchito la dotazione organica dell’Opg con ulteriori 9 unità di personale: 2 psicologi, 2 infermieri, 2 operatori socio sanitari, 2 educatori professionali, 1 medico specialista psichiatra. (cs-Lucia Zambelli)