Fiesole

Fraternità di Romena: Papa Francesco, perdita di un figlio “dolore immenso”

Il Papa ha ricevuto in udienza la Fraternità di Romena (Diocesi di Fiesole) e il Gruppo Naìn che ha sede presso la pieve romanica e che è composto da genitori che hanno subito la perdita di un figlio

La pieve di Romena (diocesi di Fiesole) dove ha sede il Gruppo Nain

“Un luogo di incontro e di fraternità, nel quale chi è affaticato e oppresso può rigenerarsi, può respirare la bellezza della natura e il fascino del silenzio, può dare forma alla ricerca di Dio e ritrovare la via per riprendere il cammino”. Così il Papa ha definito la Fraternità di Romena (Arezzo) e il Gruppo Naìn, i cui membri sono stati ricevuti oggi in udienza.

“La vita è troppo corta per essere egoisti”, il  monito di Francesco sulla scorta del fondatore: “Non perdete mai questo spirito, anzi, lavorate sempre per coltivare questo stile di apertura e di accoglienza, per continuare ad essere un’oasi di libertà, che esprime l’amore infinito e gratuito di Dio per ogni creatura”, l’invito. 

“La cura delle ferite: questo è al cuore dell’agire di Gesù e voi, a Romena, cercate di seguirne le orme”, ha proseguito Francesco, che a proposito del dramma della perdita di un figlio ha affermato: “È un dolore immenso, inconsolabile, che mai dev’essere banalizzato da parole vuote e risposte superficiali; si tratta invece di saper piangere insieme e di portare insieme il grido del proprio dolore a Gesù che, nella piccola città di Nain, sentì compassione per una madre vedova che aveva perduto il figlio”.

“Questa è una vocazione propria di Romena”, ha osservato il Papa, secondo il quale “Romena ci ricorda questo: essere cristiani significa prendersi cura di chi è ferito e di chi è nel dolore, per accendere piccole luci laddove sembra essere tutto perduto”.

“Non si sta insieme per chiacchierare, no, questo non è bello, si sta insieme come fratelli!”. Ha aggiunto il Papa. “Portare avanti il sogno di un mondo fraterno e solidale; essere seminatori di pace e di amicizia sociale”: è questa, per Francesco, la “profezia di Romena”.

“Una delle cose più brutte che va contro questa amicizia sociale è il chiacchiericcio”, ha ribadito il Papa: “È una malattia infettiva, che fa tanto male: il chiacchiericcio distrugge. E occorre prendersene cura. Io conosco una medicina molto buona per il chiacchiericcio, che dà dei buoni risultati: mordersi la lingua. Perché quando uno sente voglia di chiacchierare e si morde la lingua, la lingua si gonfia e non può più sparlare”. 

“Il mondo di oggi, ancora segnato da violenze e conflitti, ha tanto bisogno di questa fratellanza, di questa amicizia sociale”, la tesi di Francesco, che ai presenti ha chiesto di “continuare a praticare l’ospitalità fraterna, a offrire un posto dove le persone possano poggiare il capo e dove ciascuno possa sentirsi amato da Dio e parte di una fraternità universale, quella che il Padre ha voluto inaugurare in Gesù e che Gesù ci chiede di costruire insieme a Lui e con lo Spirito Santo”.