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Gaza, padre Faltas: “Non c’è tempo da perdere”

Intervista al frate, in questi giorni a Firenze, citato spesso da papa Francesco

Nel conflitto tra Israele e Hamas “spetta alla comunità internazionale trovare una soluzione: tutti dicono ‘due popoli in due stati’. Quando realizzare il progetto se non adesso, dopo tutti questi morti e distruzione? Questo è il momento di fissare una data e di arrivare alla pace”. Sono parole di padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme, in un’intervista sul numero di Toscana Oggi in uscita in questi giorni.

Il francescano, a Firenze per alcuni incontri, sottolinea come Gaza sia un “cimitero a cielo aperto” con “vittime ancora sotto le macerie” e “corpi abbandonati per strada”. Anche la situazione in Cisgiordania non è migliore: “Ci sono scontri quotidiani in tutte le città”.

Padre Faltas è direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa. Dopo l’inizio del conflitto sono state chiuse per quindici giorni. I ragazzi, racconta, “quando sono tornati in classe erano cambiati. Segnati dalla guerra. Hanno perso il sorriso. C’era una bambina di 5 anni che, quando è tornata in classe, ogni mezz’ora voleva chiamare il padre al telefono perché temeva per la sua vita”.

Il francescano è stato citato più volte nei discorsi di Papa Francesco in questi giorni: “L’ho incontrato: è triste, sta soffrendo molto questa situazione. Mai l’avevo visto così prima d’ora”. “Solo il Santo Padre continua a ripetere ‘cessate il fuoco’ e sottolinea che la guerra è una sconfitta per tutti”.

“Se non faremo presto il conflitto si allargherà agli stati circostanti e non solo. In parte sta già accadendo. Il rischio è una Terza guerra mondiale. All’Europa chiedo di fare presto e di tutto per la pace, perché il vento della guerra tira forte, e i confini europei purtroppo non sono troppo lontani”, conclude padre Faltas.

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