Toscana

Giornata dell’infanzia: Sestini, bambini hanno diritto di essere ascoltati

«Ho chiesto che il Consiglio regionale della Toscana desse nei confronti dell’infanzia e dell’adolescenza un segnale non solo celebrativo, ma vero, di ascolto». Così il Garante regionale per l’infanzia e adolescenzaGrazia Sestini ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla seduta speciale del Consiglio regionale di oggi. «Purtroppo uno degli articoli meno attuati della convenzione di New York – ha aggiunto Sestini – è l’articolo 12, che sancisce il diritto di ogni bambino ad essere ascoltato rispetto ai procedimenti che lo riguardano».

Il Garante ha poi ricordato alcuni dati che fotografano la situazione in Toscana: una regione con uno dei tassi di natalità più bassi d’Italia, e questo pone problemi di gestione dei servizi e di difesa delle scelte rispetto alla ripartizione delle risorse, «perché si corre il rischio di dimenticare un segmento di popolazione meno numeroso di altri». Però ci sono anche dati positivi: la Toscana ha il più alto accesso di bambini agli asili nido, uno dei più bassi tassi di mortalità perinatale, il doppio, rispetto al resto d’Italia, dei minori dati in affido familiare piuttosto che affidati a strutture. Due le sfide lanciate, al termine del suo intervento, da Grazia Sestini: mantenere la qualità attuale dei servizi, affiancare alle punte di eccellenza della pediatria regionale servizi di pediatria periferici, questo per garantire uguale accesso a tutti i minori. E ancora, affiancare ai codici rosa nei pronto soccorso regionali (il percorso di accesso riservato a tutte le vittime di violenza), che riguarda per il 10% minori, una rete di case rifugio e di percorsi di reinserimento per le madri e i loro figli.

Il direttore generale di Save the Children in Italia, Valerio Neri, ha spiegato che l’organizzazione aveva lanciato qualche mese fa un appello ai Consigli regionali affinché dedicassero una seduta ai problemi dell’infanzia. «Vederlo raccolto in Toscana ci rende felici», ha detto. Neri ha sottolineato che da qualche anno Save the Children si occupa dei minori anche in Italia, e non solo nei paesi del terzo mondo, perché l’Italia negli ultimi tempi ha fatto un grosso passo indietro: «È cresciuta la povertà infantile, relativa e assoluta, e si assiste a un ritorno del lavoro minorile. Dobbiamo capire che cosa c’è dietro questo grave arretramento». Anche la Toscana, che pure ha dimostrato attenzione nei confronti dell’infanzia e dell’adolescenza, non è immune dal problema. Neri ha ricordato che in Toscana nel 2011 l’8,4% dei bambini era povero. «Non c’è povertà economica – ha ribadito – che non induca povertà educativa, civica e culturale. E questo è inaccettabile». Preoccupanti anche i dati sull’abbandono scolastico: in Italia la media è del 22-23%, in Toscana del 19%. «Oltre alla povertà classica esiste una povertà sociale diffusa – ha proseguito il direttore di Save the Children –. Anche in Toscana il 35% dei ragazzi non ha mai letto un libro, e non è vero che tutti usano Internet. C’è una disconnessione culturale molto più grave di quello che crediamo». Da qui l’appello rivolto alla Regione Toscana a dedicare molta attenzione all’infanzia e all’adolescenza.