Toscana

Il borgo Tutto è Vita: un sogno che si realizza per la cura e lo sviluppo di corpo, mente e spirito

Il primo edificio che si incontra entrando nel borgo Tutto è Vita è un ambiente occupato quasi interamente da un grande forno a legna e da un pianale dove si impastano acqua e farina. «Il pellegrino, il semplice visitatore, chiunque arriva qui trova la “Casa del Pane”, dove può avere ristoro dopo il viaggio. È il simbolo di quello che abbiamo realizzato: un luogo di accoglienza per tutti». Padre Matteo Pedrini ci apre le porte del borgo che l’associazione Tutto è Vita, realtà nata all’interno dei Ricostruttori nella Preghiera, ha recuperato sui ruderi di un antico nucleo di case abbandonate da oltre settant’anni. Siamo nell’alta Valle del Bisenzio, nel Comune di Cantagallo, in una zona appenninica incuneata tra la provincia di Prato e il Mugello. Qui fino agli anni Cinquanta vivevano una decina di famiglie, poi, come avvenuto in molti paesi sperduti, anziani e giovani hanno lasciato la montagna per lavorare in città. Una decina di anni fa l’amministrazione comunale di Cantagallo, d’intesa con la Diocesi di Prato, individua nei Ricostruttori – nel nome si comprende quale sia il loro carisma – e in padre Guidalberto Bormolini, le persone giuste per recuperare questo luogo selvaggio e bellissimo.

Corpo, mente e spirito. È nella cura integrale della persona che risiede la filosofia del borgo Tutto è Vita. Qui si potrà mettere alla prova la propria creatività imparando antichi mestieri come il fabbro, il vetraio ma anche sperimentare tecniche artistiche, dalla pittura delle icone alla realizzazione di mosaici. Queste attività si svolgono in laboratori inseriti all’interno di edifici già restaurati e che si trovano nella parte bassa del borgo, quella che sarà aperta e inaugurata ufficialmente con una grande festa in programma sabato 24 e domenica 25 giugno (vedi sotto). Già pronti per l’utilizzo il grande refettorio da 120 posti, la sala conferenze e due cappelle per la preghiera. «Una è una cripta ecumenica – spiega ancora padre Matteo Pedrini – uno spazio dedicato al silenzio nella tradizione cristiana. L’altra è una sala interreligiosa, dove tutte le confessioni sono le benvenute per vivere momenti di spiritualità». Particolarmente curata è la parte verde, con orti biologici e frutteti; presto arriverà un giardino officinale e sarà recuperato un grande castagneto tipico di questa zona.

Con noi c’è anche Giulio Vannucci, seminarista dei Ricostruttori, impegnato quotidianamente nelle ultime rifiniture prima dell’inaugurazione: «noi siamo cattolici e la nostra accoglienza è aperta a tutti, senza distinzioni – sottolinea – perché essere attenti alla dimensione spirituale di ognuno, in particolare nella sofferenza, è fondamentale». Il seminarista si riferisce all’altra grande vocazione di questo progetto: l’accompagnamento nella malattia e nel lutto.

Un hospice immerso nel verde. Uno degli edifici ospiterà una struttura socio sanitaria, convenzionata con la Regione Toscana, pensata per l’accoglienza dei malati terminali. Accanto ci saranno degli ambienti destinati all’ospitalità dei familiari delle persone ricoverate. Parliamo al futuro perché questa parte del borgo, posta nella zona alta, è ancora in ristrutturazione e sarà terminata nei prossimi mesi. Le case già finite e di prossima apertura si trovano in basso e più vicine alla strada.«La struttura avrà fino a otto posti letto e i malati saranno seguiti da una equipe di medici, infermieri e oss specializzati in questo settore, in particolare nelle cure palliative – dice ancora padre Matteo – sono professionisti aderenti alla nostra associazione che stanno seguendo uno specifico percorso spirituale e quindi lo sguardo sulla vita e la morte è quello con cui desideriamo accompagnare le persone». La dignità del fine vita e la rielaborazione del lutto sono tematiche al centro della riflessione dell’associazione Tutto è Vita, che da tempo organizza una scuola di alta formazione e un master universitario su questi due ambiti.

Un sogno che si realizza. Padre Guidalberto Bormolini, tra i principali ideatori di questo progetto, spiega che il borgo Tutto è Vita «è ispirato agli ideali della enciclica Laudato si’ di papa Francesco ed è pensato per affermare che è possibile realizzare un mondo nuovo. Sta nascendo un villaggio eco sostenibile, costruito su ruderi e pietre, per far capire che la vita riesce sempre a vedere la vittoria sulla morte e sulla distruzione. Qui vivranno delle persone che cercheranno di testimoniare che è possibile vivere secondo queste convinzioni».

Negli ultimi mesi al borgo sono arrivati tantissimi scout provenienti da tutta Italia per conoscere questo posto e per mettere a servizio le loro braccia in mille lavori. Con l’imminente apertura si aspettano anche famiglie con bambini e gruppi di ogni tipo.

La festa di inaugurazione. A dieci anni dall’inizio del progetto, una vera e propria scommessa, l’antico borgo di Mezzana nella Valle del Bisenzio sta diventando una bellissima realtà. Sabato 24 e domenica 25 giugno l’associazione TuttoèVita, che ha riportato a nuova vita i ruderi di questo paese abbandonato da oltre settant’anni, hanno organizzato una grande festa per l’inaugurazione della prima parte del borgo. Saranno due giorni animati da esperienze, musica, spettacoli, teatro, ci saranno artisti all’opera in ogni angolo del borgo e si potranno osservare artigiani intenti ai loro mestieri. Durante i due giorni di festa, TuttoèVita promette di offrire un’esperienza davvero particolare, una sorta di anteprima delle attività che l’associazione offrirà in futuro. Hanno confermato la loro presenza artisti di fama nazionale come Alice, David Riondino e Rosita Celentano. Ci saranno anche Carlo Guaitoli e Angelo Privitera, storici collaboratori di Franco Battiato, e il pianista Emiliano Toso. Numerose le presenze del mondo della cultura e della ricerca. Diversi i testimoni anche sul fronte dell’impegno sociale e ambientale: la stilista creatrice di moda eco-compatibile Ilaria Venturini Fendi, Grazia Francescato, l’architetto paesaggista creatore di giardini terapeutici Andrea Mati, il saggista Maurizio Pallante e Davide Sada, autore di testi per una ricchezza finanza consapevole. Dal mondo della cura saranno presenti Marco Trabucchi già presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria e sua moglie Mariapia Garavaglia, già ministro della Sanità, diversi direttori di hospice e strutture delle Cure Palliative e della Toscana, e rappresentanti della Federazione di Cure Palliative e della Società Italiana di Cure Palliative. All’inaugurazione presenzierà il presidente della Regione Eugenio Giani e parteciperà il vescovo di Prato Giovanni Nerbini insieme ai rappresentanti di diverse confessioni, perché il borgo ha una vocazione ecumenica e interreligiosa. L’accoglienza è offerta come dono a chiunque partecipi al crowdfunding per la costruzione del borgo e dell’hospice. Per partecipare occorre la prenotazione. Per informazioni visitare il sito www.tuttovita.it, oppure scrivere a redazione@tuttovita.it.