Firenze

Il coraggio di dire sì alla vita: a Firenze incontro con gli amici di Chiara Corbella Petrillo

Come ormai da tradizione, la mattinata del venerdì – intitolata quest’anno «Scelgo la vita» – è dedicata agli studenti delle scuole superiori della diocesi di Firenze, che al teatro Odeon avranno la possibilità di ascoltare quattro diverse testimonianze. «La svolta per scegliere di vivere» è il tema di cui parlerà Federico Tossani, che dopo essere uscito dal tunnel della droga, oggi lavora per la comunità di San Patrignano, che lo ha salvato dalla dipendenza. «Da bambino – racconta – stavo bene in famiglia e con gli amici. Quando sono arrivato in prima media, ho iniziato a dovermi confrontare con ragazzi più grandi, che facevano i bulli, ma non riuscivo a parlarne a casa. Crescendo, altre cose mi hanno fatto star male, come i problemi di salute di mia madre. Un giorno, mio padre se n’è andato di casa. Anziché sfogarmi con gli amici o fare ciò che mi faceva stare bene, come giocare a cricket, mi sono lasciato andare in compagnie peggiori. Erano le vacanze di Natale e ho trovato una canna d’erba: l’ho fumata e sono stato bene, dimenticando che mio padre se ne fosse andato. Gradualmente, mi sono innamorato di droghe sempre più forti che mi mandavano fuori di testa, non facendomi pensare ai problemi. Ma i problemi della mia vita aumentavano e sono arrivato a provare l’eroina, toccando il fondo: ho iniziato a spacciare e sono stato arrestato. Quando mio padre è venuto in caserma e mi ha detto “O vai per strada o a San Patrignano”, ho scelto la comunità e dopo 5 anni ho messo a posto la mia vita. Mi sono diplomato, sto studiando all’università, ho una ragazza e lavoro per la comunità».Nicole Orlando sarà la seconda testimone della mattinata, che sotto il cappello della tematica «Vietato dire “Non ce la faccio”», salirà sul palco con le sue cinque medaglie olimpiche: caso più unico che raro per una ragazza con la sindrome di Down. Entrata nella leggenda dello sport per i suoi successi, la giovane atleta di Biella parlerà ai ragazzi in sala di come sia possibile raggiungere traguardi ritenuti impossibili dal mondo esterno, purché lo si voglia. «La gioia di una scelta coraggiosa» è invece il titolo dato all’intervento di Mariella Paccagnella, che condividerà la propria esperienza di studentessa, diventata madre a 17 anni. «Ho avuto Gioele in terza superiore – dice – e ora ha 4 anni. Concludere gli ultimi anni di scuola da mamma ha comportato tante difficoltà, ma accanto ci sono anche tante gioie. In particolare la gioia di aver detto sì alla vita». La quarta testimonianza sarà quella della band pop-rock I Medison, che intervalleranno la mattinata con alcuni pezzi del proprio repertorio e il racconto delle esperienze che li hanno portati ad essere quelli che sono oggi.Sabato 2 febbraio, invece, la serata aperta a tutta la cittadinanza organizzata in collaborazione con la parrocchia dei Santi Apostoli e l’associazione San Giovanni Paolo II di Prato. L’appuntamento è alle 19.30 alla chiesa di San Salvatore al Monte per una cena a buffet. A seguire, l’intervento di Cristina e Antonio, due amici di Chiara Corbella Petrillo che porteranno un’esperienza diretta sulla vita della giovane mamma per la quale è aperta la causa di beatificazione. Chiara ha preferito rimandare le cure di un tumore per poter portare avanti una gravidanza. «Nel matrimonio – scrisse prima di dare alla luce Francesco – il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni, ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita. Ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgente. Ora ci ha affidato questo terzo figlio, Francesco, che sta bene e nascerà fra poco, ma ci ha chiesto anche di continuare a fidarci di lui nonostante un tumore che ho scoperto poche settimane fa e che cerca di metterci paura del futuro. Ma noi continuiamo a credere che Dio farà anche questa volta cose grandi».