Toscana

Il Piano paesaggistico della Toscana alla ribalta dell’Expo

“Il nostro obiettivo – ha affermato l’assessore regionale Anna Marson, ideatrice dell’iniziativa – è quello di far emergere, sulla base dell’esperienza dei piani paesaggistici regionali, l’importanza della cura del paesaggio come strategia per assicurarci un futuro migliore. Abbiamo scelto di parlare di una questione complessa, qual è la pianificazione paesaggistica, attraverso il racconto di alcuni progetti significativi in atto nelle Regioni che hanno aderito all’evento”.

Le Regioni partner della Toscana, che ha il ruolo di capofila in tema di paesaggio come stabilito dall’accordo tra la Conferenza delle regioni e il Padiglione Italia, sono Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Puglia, Piemonte, Sardegna, Umbria e la Provincia Autonoma di Trento che nell’appuntamento milanese presenteranno alcuni importanti progetti già attivati o in corso di attivazione sui propri territori: dal recupero delle aree agricole marginali nella Provincia Autonoma di Trento al “contratto di paesaggio” dell’Umbria, alle azioni messe in campo da Puglia, Lazio, Emilia Romagna in tema di agricoltura urbana e periurbana per migliorare i paesaggi e la vivibilità delle periferie.

“Punto di partenza per noi – ha sottolineato Marson – sarà il lungo lavoro fatto per il Piano paesaggistico toscano che è stato appena approvato dal Consiglio regionale e che è in attesa della validazione finale del Mibact”.

Tre i focus di approfondimento e discussione proposti dall’assessore, su cui interverranno i relatori delle singole regioni, introdotti e coordinati dal sociologo Aldo Bonomi: “Nutrire la città: contrasto al consumo di suolo, parchi agricoli periurbani e non, piani del cibo”, “Vigneti e paesaggio: la coevoluzione sostenibile delle modalità d’impianto e di gestione” e “Aree interne/aree marginali: riattivare i paesaggi rurali storici come scelta cruciale per la multifunzionalità”.

L’Emilia Romagna parteciperà al primo dei focus in programma, soffermandosi sugli aspetti che riguardano l’agricoltura urbana, in particolare gli orti urbani, come volano per il miglioramento del paesaggio locale, della vivibilità urbana e sociale delle città. Anche il Lazio approfondirà il primo tema, in linea con quanto verrà trattato a settembre in occasione della Conferenza Internazionale “Agricolture in an Urbanizing Society”, mentre la Puglia racconterà l’esperienza delle “Aree periurbane e Parco Multifunzionale dei Paduli”.

La Regione Abruzzo interverrà sul secondo focus, e in particolare sul tema della costruzione dei paesaggi vitivinicoli attraverso il sistema delle cooperative/cantine sociali e il rapporto tra produzione vitivinicola e specificità del territorio abruzzese. Il Piemonte tratterà il tema dei paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato anche in relazione alla loro iscrizione a patrimonio mondiale Unesco.

Il terzo focus è stato scelto dalla Provincia Autonoma di Trento, con l’illustrazione delle “Azioni di contrasto all’abbandono delle aree agricole marginali” che ha messo in atto, e dall’Umbria che presenterà tra l’altro il contratto di paesaggio di alcuni territori montani sottoscritto tra regione, comuni e comunanze agrarie. Anche la Regione autonoma della Sardegna esporrà i propri “strumenti di riqualificazione e impulso per le aree interne e marginali a rischio spopolamento/abbandono”, puntando sulla riduzione del consumo di suolo, la programmazione delle colture nelle aree rurali, il contrasto all’abbandono delle aree interne.

“Il significato di questo appuntamento a più voci – ancora Marson – che ha già evidenziato nella fase di messa a punto una straordinaria consonanza di temi e prospettive innovative nell’azione di diverse regioni, è quello di dare un impulso innovativo all’azione istituzionale sui territori. Nello specifico potrà contribuire sia a migliorare lo scambio di esperienze che a promuovere sinergie per azioni in corso e future”.

“L’importanza del paesaggio per l’Italia – ha concluso l’assessore regionale – che in questo caso si offre all’importante ribalta nazionale e internazionale, è quello di rappresentare uno straordinario documento vivo del rapporto tra natura e cultura espresso dalle comunità presenti nel tempo sul territorio. Uno straordinario patrimonio che abbiamo la responsabilità di tramandare alle future generazioni, e al tempo stesso un fattore decisivo per il benessere anche economico delle popolazioni”.