Toscana

MADAGASCAR, CRISI POLITICA: VOCI SU DIMISSIONI PRESIDENTE

Fonti della MISNA riferiscono che il presidente Marc Ravalomanana avrebbe presentato le dimissioni e che l’ex sindaco e capo dell’opposizione Andry Rajoelina si sarebbe recato nel palazzo presidenziale occupato ieri da reparti dell’esercito. Secondo informazioni della MISNA, Ravalomanana avrebbe annunciato le sue dimissioni di fronte all’inviato dell’Unione Africa (UA), dell’Onu e dell’ambasciatore degli Stati Uniti; si troverebbe adesso ospite presso la sede diplomatica americana ad Antananarivo. La notizia delle dimissioni è stata diffusa dall’emittente radiofonica ‘Radio Viva’ di proprietà di Rajoelina; la stessa fonte ha sostenuto che il governo del paese sarebbe attualmente passato nelle mani del più alto responsabile dell’esercito, il vice-ammiraglio Hyppolyte. Questa mattina, dalla residenza presidenziale di Iavaloha – località a 12 chilometri da Antananarivo – parlando all’agenzia di stampa ‘Afp’ il portavoce di Ravalomanana aveva definito “sproporzionato” l’intervento dei militari in considerazione del fatto che “la crisi avrebbe potuto essere risolta facilmente se solo le due parti avessero trovato la volontà di farlo”. Fonti della radio malgascia ‘Don Bosco’ hanno riferito alla MISNA che come ogni mattina anche oggi i sostenitori di Rajoelina si sono radunati in piazza XIII Maggio, mentre il palazzo presidenziale occupato dai militari ammutinati – che hanno dichiaratamente preso le parti dell’ex sindaco di Antananarivo – è circondato da una serie di posti di blocco; con lui si sono schierati anche una ventina di parlamentari, il presidente dell’Assemblea nazionale e 21 sindaci di città del sud-est dell’isola. A causa della crisi sono inoltre chiusi tutti i ministeri e alcune fonti riferiscono che sette ministri sarebbero vicini alle dimissioni dal governo; Rajoelina ha anzi sostenuto di aver ricevuto le dimissioni di otto ministri. Ieri un vertice del Consiglio pace e sicurezza dell’Unione Africana (UA) si è concluso con un appello perché le parti in conflitto rispettino la Costituzione. Simile la posizione dell’Unione Europea, che attraverso la presidenza della Repubblica Ceca ha condannato “ogni azione violenta” e messo in guardia da qualsiasi “tentativo di colpo di stato”.Misna