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Montepulciano ritrova la sua Cattedrale

Dopo quattro anni di lavori il Duomo riapre al culto. Stamani la conferenza stampa di presentazione dei lavori. Domani la solenne celebrazione presieduta dal cardinale Augusto Paolo Lojudice

Dopo quattro anni di lavori, la Cattedrale di Santa Maria Assunta riapre finalmente le sue porte ai fedeli e alla città. Sabato 11 luglio il Duomo di Montepulciano tornerà ad essere il cuore della vita liturgica della diocesi con una solenne celebrazione presieduta dal cardinale Augusto Paolo Lojudice, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza. Per il cardinale sarà un momento particolarmente significativo: all’interno della Cattedrale aveva infatti potuto celebrare soltanto la Messa di ingresso in diocesi, poco prima della chiusura per il grande intervento di restauro.

Stamani c’è stata la conferenza stampa di presentazione dei lavori.

«Quando una chiesa riapre – afferma il cardinale Lojudice – è sempre un segnale di speranza non solo per la comunità cristiana, ma per tutti coloro che trovano in questo edificio un luogo speciale di incontro con il Signore. Ancora di più quando si tratta della Cattedrale, cuore della diocesi. La responsabilità di tutti è fare in modo che non diventi soltanto un bellissimo museo, ma resti il cuore pulsante della vita ecclesiale, da cui ripartire con nuovo slancio nello spirito sinodale e con un rinnovato impegno nell’evangelizzazione».

L’intervento affonda le proprie radici nel 2018, quando la Conferenza Episcopale Italiana pubblicò il primo bando dedicato all’adeguamento liturgico delle cattedrali italiane. «Le cattedrali – spiega don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei – sono le chiese più importanti di una diocesi non solo dal punto di vista artistico, ma soprattutto perché sono la sede del vescovo e il luogo esemplare della celebrazione liturgica. L’obiettivo del progetto era realizzare adeguamenti conformi alla liturgia post-conciliare, mantenendo al tempo stesso un alto livello artistico e architettonico, così da offrire un segno significativo anche per la cultura del nostro tempo».

I lavori hanno riguardato innanzitutto il completo recupero degli interni della Cattedrale, che presentavano un diffuso deterioramento degli intonaci, delle tinteggiature, della cupola e dei pilastri. Successivamente è stato realizzato il nuovo adeguamento liturgico del presbiterio, con la ricollocazione dell’altare, dell’ambone e della sede episcopale secondo i criteri del rinnovamento liturgico del Concilio Vaticano II.

«È stato un intervento particolarmente complesso – spiega don Antonio Canestri, vicario generale e direttore dei lavori – perché il nuovo progetto doveva inserirsi armoniosamente in un edificio monumentale della seconda metà del Cinquecento. Abbiamo completamente restaurato il presbiterio in marmo di Carrara e onice, valorizzando la presenza del magnifico Trittico dell’Assunta e restituendo unità cromatica a tutta la Cattedrale. L’adeguamento liturgico rappresenta oggi il punto di arrivo del restauro architettonico e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova stagione nella vita di questa chiesa».

Tra gli interventi più importanti figura infatti anche il restauro del celebre Trittico dell’Assunta di Taddeo di Bartolo, capolavoro completato nel 1401 per l’antica pieve di Santa Maria. Un restauro durato diversi anni che ha interessato anche numerose tele e arredi liturgici, restituendo piena leggibilità a uno dei patrimoni artistici più preziosi della diocesi. Dietro l’austera facciata incompiuta della Cattedrale si conserva infatti uno straordinario scrigno d’arte rinascimentale, dove architettura, fede e capolavori pittorici dialogano da oltre quattro secoli.

Durante la celebrazione sarà anche dedicato il nuovo altare con il suggestivo rito previsto dalla liturgia: l’aspersione con l’acqua benedetta in memoria del Battesimo, l’unzione con il sacro Crisma, l’incensazione, la copertura con la tovaglia e l’accensione delle candele, segni che richiamano Cristo, luce del mondo e pietra angolare della Chiesa. La celebrazione eucaristica costituirà il momento culminante della dedicazione.

Grande soddisfazione viene espressa anche dal sindaco di Montepulciano, Michele Angiolini, che sottolinea il valore civile oltre che religioso della riapertura.

«Sono stati quattro anni lunghi – afferma – ma necessari per un intervento estremamente complesso. Il Duomo ci è mancato nelle celebrazioni più solenni, ma anche nella vita quotidiana della città. È parte integrante di Piazza Grande, luogo simbolo della socialità poliziana e delle nostre tradizioni. Oggi si conclude un importante percorso di restauro, ma soprattutto si apre una nuova fase. Questo edificio non è soltanto un monumento fatto di pietra e marmo: rappresenta la nostra identità culturale, la nostra storia e la memoria di un’intera comunità».

La storia della Cattedrale affonda le proprie radici nel 1561, con l’istituzione della diocesi di Montepulciano. Fu il primo vescovo, Spinello Benci, ad avviarne la costruzione nel 1584, mentre il progetto definitivo di Ippolito Scalza venne approvato nel 1594. Dopo decenni di lavori, il Duomo fu completato nel Seicento e consacrato nel 1712, pur rimanendo incompiuta la caratteristica facciata in laterizio che ancora oggi ne costituisce uno degli elementi distintivi.

Con la riapertura si chiude così uno dei più importanti cantieri di restauro degli ultimi anni in Toscana e la Cattedrale torna ad essere non solo uno dei principali monumenti del Rinascimento toscano, ma soprattutto il centro della vita religiosa, culturale e civile della comunità poliziana.