Lucca

Pontificale S. Croce, Giulietti: investiamo nella relazione con Dio e i fratelli

Nel Pontificale della festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce – messa solenne svoltasi alle 10.30 di giovedì 14 settembre in Cattedrale – l’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti ha pronunciato un’omelia molto appassionata, rivolgendosi principalmente alla comunità diocesana.

Hanno concelebrato con lui numerosi preti e diaconi, assieme al Capitolo della Cattedrale, in una Cattedrale davvero gremita di fedeli come si vedeva, per questa festività, solo prima dell’inizio dell’emergenza Covid. Presenti anche le autorità civili e militari della città e dell’intera provincia.

«Viviamo una Santa Croce in cui la relazione con il Volto Santo ci è negata – ha detto mons. Giulietti nell’omelia – perché si trova in restauro nel laboratorio. Questi lavori hanno lo scopo di restituire alla relazione, dopo la manutenzione, questo oggetto dell’amore e della devozione della gente di Lucca. Nel convegno di sabato 16 settembre, che ci illustrerà tutta la diagnostica fatta in questi mesi sul Volto Santo, emergerà che non siamo i primi a fare manutenzione sull’opera: i lucchesi nei secoli altre volte hanno fatto manutenzione. E proprio la manutenzione del Volto Santo, volta a restituirci la relazione con la sacra effigie, invita anche noi a investire sulla manutenzione delle relazioni».

Da qui due riflessioni. La prima: «La relazione con Cristo non è scontata: non è che se compiamo gesti della fede, diciamo parole della fede, la nostra relazione con Cristo gode di buona salute. Ieri sera abbiamo compiuto con la Luminara un grande gesto della fede. Dobbiamo domandarci: tutti quanti hanno vissuto questo gesto come relazione con il Cristo? E questo domandiamocelo per tutte le nostre manifestazioni religiose comunitarie e personali: sono espressioni dalla relazione viva con il Cristo o sono solo la ripetizione rituale di gesti e parole? L’invito che rivolgo è quello di reimparare a pregare: questa è la prima e più importante opera pastorale. È ciò che di più importante ci è stato donato e che dobbiamo custodire facendo attenta opera di manutenzione».

La seconda riflessione: «Abbiamo bisogno anche di fare manutenzione della nostra relazione con i fratelli, che non è un’altra cosa. Perché il Signore non è presente e incontrabile solo nei santi segni, ma anche nella presenza degli altri: nei piccoli, nel ritrovarsi nel suo nome. Viviamo nella cultura dell’individuo che considera sempre la relazione come dato funzionale: entro in relazione con l’altro perché mi è utile, quando non mi serve lo posso scartare. Anche nella Chiesa tendenze campanilistiche, ideologiche, anche un pizzico di clericalismo che alligna tra noi, manifestano il deteriorarsi delle relazioni. Siamo chiamati quindi a una manutenzione della relazione con i fratelli nella fede, nelle nostre comunità, con il piacere d’incontrarsi, come occasione per vivere assieme la fede e l’incontro con il Signore. Ma in questo senso siamo chiamati anche a renderci conto che non siamo cristiani da soli, ma siamo cristiani in una comunione cattolica che allarga orizzonti e prospettive, che vanno anche oltre la nostra Diocesi».

Nella conclusione dell’omelia l’Arcivescovo di Lucca ha poi citato il Cammino sinodale in corso e anche l’imminente Visita pastorale, che sarà inaugurata il 6 ottobre in Cattedrale e che durerà 3 anni. Inoltre, proprio nell’ottica di allargare l’orizzonte, ha fatto riferimento alla presenza a Lucca di mons. Papias Musengamana, vescovo di Byumba in Ruanda, Chiesa legata da decenni alla Chiesa di Lucca per progetti missionari. Sarà il presule ruandese a presiedere i vespri di oggi 14 settembre alle ore 17 in Cattedrale, come anche la messa conclusiva della festività, alle 18, sempre in Cattedrale. Mons. Musengamana oggi sta incontrando presso il Seminario Arcivescovile di Monte San Quirico i quindici preti della propria Diocesi di Byumba che sono in Europa per studio o per servizio pastorale. Due preti di Byumba operano nella Diocesi di Lucca, gli altri, oltre all’Italia, studiano o si impegnano in varie Diocesi di Francia, Spagna, Germania e Polonia. L’anno scorso, l’Opera sociale della Santa Croce fu dedicata al restauro della cappella del Seminario di Byumba: la Diocesi di Lucca contribuì con 10mila Euro e il lavoro è già stato effettuato.