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PRATO, BILANCIO SOCIALE DELL’EMPORIO DELLA SOLIDARIETA’: NEL 2011 DISTRIBUITA MERCE PER OLTRE UN MILIONE DI EURO

L’Emporio della Solidarietà presenta il bilancio sociale riferito agli ultimi tre anni e si conferma come un servizio fondamentale per la città di Prato. Un dato su tutti: a fronte di un costo annuale di gestione di 136 mila euro nel 2011 sono stati distribuiti prodotti per un valore di un milione e 300 mila euro. Questo pomeriggio nel salone consiliare del Comune di Prato i soggetti promotori del progetto Emporio – Diocesi, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e il Comune – hanno voluto presentare alla città le attività di questa iniziativa istituita nel 2008 e che insieme all’esperienza nata in seno alla Caritas di Roma ha fatto da apripista alle tante altre nate in Italia negli ultimi anni.«Da spreco a risorsa, uno strumento per affrontare le difficoltà della crisi» il titolo della presentazione del bilancio. Di «appoggio solido e convinto al progetto» ha parlato l’assessore Giorgio Silli in rappresentanza del Comune di Prato, il quale ha ribadito come «l’Amministrazione comunale sia determinata nel continuare a reperire risorse per il funzionamento dell’Emporio e a collaborare nella sua gestione». Il Comune infatti attraverso i Servizi sociali è uno dei canali attraverso i quali le persone bisognose possono usufruire dell’Emporio. Il fatto che il ricorso al supermercato solidale stia crescendo «rappresenta sicuramente una preoccupazione – ha detto il presidente della Provincia Lamberto Gestri – ma dimostra anche la capacità di Prato di intervenire verso chi è in difficoltà». Gestri ha confermato la bontà della scelta di mettere a disposizione dell’Emporio gli spazi di via del Seminario, di proprietà della Provincia, perché più ampi e in grado di garantire maggior riservatezza agli utenti e quindi dignità. A rappresentare la Diocesi è intervenuto mons. Santino Brunetti il quale ha affermato quanto il vescovo Gastone Simoni «sia orgoglioso di questa iniziativa di carità. Un progetto questo – ha aggiunto il sacerdote – importante non solo come aiuto concreto ma anche come attività educativa per migliorare lo stile di vita delle persone, perché insegna la sobrietà».Il vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Roberto Faggi ha affermato che «l’impegno nei confronti dell’Emporio è convinto e continuerà secondo le possibilità dell’ente che fin da subito ha inteso sostenere il progetto».Queste le cifre stanziate annualmente dai promotori: 40 mila euro la Fondazione, 20 mila da Comune e Provincia. I restanti 56 mila provengono da privati, associazioni, 5 x mille da progetti (come ad esempio quello del Comune «Da Mamma a Mamma»).Il coordinatore dell’Emporio, Marcello Turrini, nel presentare i dati insieme a Silvia Bocci del comitato promotore, ha lanciato un appello: «Abbiamo bisogno di nuove donazioni di prodotti». Nei primi tre mesi del 2012 infatti c’è stato un calo sensibile degli approvvigionamenti, circa il 30%. «Questo perché i consumi sono diminuiti – spiega Turrini – e con essi anche la produzione e dunque le donazioni di merce avanzata o vicina alla scadenza. Quella che normalmente riempie gli scaffali dell’Emporio. Per questo vogliamo allargare il giro di coloro che ci aiutano». I numeri, crescono gli italiani, il 51,1% degli utenti. Riguardo agli utenti, ovvero coloro che usufruiscono del servizio vediamo come siano aumentate le famiglie italiane che rappresentano la metà del numero complessivo di tessere distribuite. Attualmente 680 famiglie si servono all’Emporio su un totale di 1331 (erano 1149 nel 2009 e 1325 nel 2010). Contando una media di 3,8 persone a nucleo familiare, secondo quanto risulta dalle tessere attive, l’Emporio dà da mangiare a oltre 5 mila persone. Gli italiani nel 2009 erano il 50,3% del totale, adesso sono il 51,1%. Poi ci sono le famiglie dell’est Europa, in particolare Albania e Romania, che si mantengono negli anni al 15,5%; i nordafricani con l’11,2% (nel 2009 erano il 12,8%) a seguire gli altri con percentuali più basse. Non ci sono attualmente utenti di nazionalità cinese.All’Emporio vengono distribuite tipologie di merce che si troverebbero in qualunque supermercato. Dal cibo ai prodotti per la casa. Da segnalare che lo scorso anno sono aumentati gli articoli freschi, in particolare la frutta e la verdura. Questo grazie ad un banco frigo più capiente.In totale nel 2011 sono stati erogati 695 mila pezzi corrispondenti a 561 mila punti per un valore commerciale stimato di un milione e 304 mila euro. I prodotti provengono in gran parte dalla Coop (per il 38%), da altre industrie per il 30%, per il 16% dalle raccolte e poi dall’Agea – gli aiuti alimentari europei – dal Banco Alimentare e da singoli privati. Oltre il 90% della merce distribuita viene donata. I prodotti acquistati sono pochissimi.Altro importante servizio svolto dall’Emporio è quello dei prodotti destinati ai neonati. Il numero delle mamme, segnalate dal Centro di Aiuto alla Vita, che anch’esso ha la sua sede in via del Seminario, è di 108. Anche questo un numero costante nei tre anni. Grazie a questo servizio le famiglie bisognose possono dare ai propri figli prodotti molto costosi come omogeneizzati e latte in polvere. Il 50% delle mamme che utilizzano la tessera neonato sono africane, poi le donne dell’est Europa con il 21%. Le italiane sono l’11%. Anche questi sono numeri costanti nei tre anni analizzati. (cs)