Cultura & Società

Premio letterario “Domenico Mugnaini”, i vincitori

La cerimonia di consegna ha concluso tre giorni di eventi a Montemignaio in Casentino

Si è conclusa questo pomeriggio nell’oratorio di Santa Maria delle Calle, a Montemignaio (Arezzo), con l’assegnazione dei riconoscimenti letterari, per la prosa e per la poesia, la tre giorni letteraria, 11-13 settembre, in memoria dell’ex direttore di Toscana Oggi Domenico Mugnaini, scomparso lo scorso 19 novembre.

La giuria, presieduta da Antonio Natali, direttore degli Uffizi dal 2006 al 2011, è stata composta da Simone Innocenti, Veronica Passeri, Gigi Paoli e Marco Benvenuti.

Il primo premio della categoria prosa è stato vinto da Roberto Carbonari, con il racconto “Terra straniera”; seguono Elisabetta Brunelleschi con “Ferragosto sull’Appennino tosco-emiliano” e Alessio Lenza, “Il David di Michelangelo è scappato via”.

Per la poesia, il podio è costituito da “La Brina sui campi di pianura” di Maurizio Basconi, che ha conseguito il primo posto, “Sto” di Alberto Recami, il secondo posto, e il terzo posto da “L’infinito e Borges” di Nello Bolognini.

La premiazione è stata preceduta dagli interventi del card. Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze, il vescovo di Fiesole e Segretario della Conferenza episcopale toscana, mons. Stefano Manetti, Luca Bagnoli, presidente Opera Santa Maria del Fiore, Mauro Ungaro, presidente della Fisc, il consigliere per la comunicazione del Presidente della Repubblica, Gianfranco Astori, Antonio Natali, presidente della Giuria del premio letterario intitolato a “Dodo” e Roberto Pertichini, sindaco di Montemignaio.

“Se non avessi avuto persone come Domenico Mugnaini non avrei capito come approcciare la società e la chiesa fiorentina” ha esordito il card. Betori, che ha poi proseguito “Dodo era una persona in grado di capire al di là delle apparenze, devo a lui questo sguardo. Nel far questo per interpretare la realtà. Lo ha fatto con amicizia, con un affetto che ci ha legato fortemente, dí fraternità. Un fratello, un amico, una luce in un ministero quello del vescovo che non è mai facile”.

“Domenico era un uomo di fede vera – le parole del vescovo Manetti – ed ha testimoniato una dignità della persona veramente bella” .

“Sono ancora una volta testimone di una delle radici di Dodo”, ha detto invece Gianfranco Astori, ripercorrendo la carriera di Mugnaini. “La sua capacità professionale era nota, e costituiva anche un punto di riferimento per tutti coloro che avevano dovuto affacciarsi sulla scena fiorentina e toscana”.

“Dodo era strettamente legato al territorio, e in questo era veramente l’espressione dei settimanali cattolici e diocesani. Il territorio non è solo la bellezza, ma è luogo teologico, che dà voce agli ultimi, come ha saputo fare Dodo”, il ricordo di Mauro Ungaro. “Ci ha insegnato che il ben scrivere non è un esercizio fine a se stesso, ma è un dovere al lettore” ha proseguito Ungaro, per poi concludere “Dodo mi ha dato la sua amicizia e io porto ancora nel cuore la sua ultima stretta di mano”.

Luca Bagnoli, presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, ha ricordato la sua attenzione ai dettagli: “in questi otto anni insieme a Domenico quel che più ho apprezzato è stata la sua capacità di formare i consiglieri più giovani, anche con l’attenzione ai particolari”

Il direttore di Toscana Oggi, Simone Pitossi, lo ricorda come “un carattere forte, caratterizzato dall’umiltà di ascoltare” e “un maestro per tutti noi, grazie anche alla sua esperienza all’Ansa, per notizie stringate e asciutte”, soprattutto ricordando sempre di prestare attenzione “perché dietro ogni notizia c’è il volto di una persona”. “La sua stella polare era sempre la famiglia – ha concluso poi Pitossi – la moglie Barbara e i figli Giovanni e Andrea”.

“Questo è il giorno finale di tre giorni intensi, che ci hanno fatti crescere attraverso la cultura, intesa anche nel senso più semplice” ha esordito il sindaco Pertichini, che ha poi richiamato ai valori sinceri e profondi che si trovano in comunità piccole e unite come questa, soprattutto il valore l’amicizia, “come quella profonda che mi legava a Domenico”.

Natali, prima della consegna dei riconoscimenti, ha auspicato “a che questo premio abbia un seguito. Lo merita il premio e lo merita Domenico, un modo per tenere deste le sue doti di giornalista e di uomo”

Hanno concluso la premiazione le parole del
figlio, Andrea Mugnaini, ricordando il carattere a tratti difficile del padre, ma anche il suo lato profondamente umano e attento alle persone in difficoltà.

Il ricavato dell’iniziativa verrà devoluto all’associazione Agata Smeralda per la realizzazione di una scuola a Gaza, dedicata a Domenico. “Un luogo dedicato all’educazione alla crescita e alla speranza, proprio in una terra così martoriata. Un segno per dire che la memoria di Dodo non appartiene soltanto al passato, ma che il suo ricordo può generare vita e futuro” ha detto Mauro Barsi, presidente dell’Associazione, durante la premiazione.