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Riciclaggio: maxi blitz Gdf, 34 arresti e sequestri per 11,5 milioni di euro

In manette – riferisce una nota della Guardia di Finanza – sono finiti anche soggetti operanti nell’area dell’intermediazione finanziaria e facenti capo al prof. Gianni Lapis, noto avvocato tributarista palermitano, già prestanome di Vito Ciancimino.

Nel corso dell’operazione sono state effettuate anche 85 perquisizioni che hanno portato al sequestro di valuta straniera (principalmente dollari Usa, won nord-coreani e franchi svizzeri), per un controvalore complessivo superiore a 11 milioni e mezzo di euro: in totale sono 93 le persone denunciate. Al fine di smascherarle un finanziere è stato infiltrato per mesi nell’organizzazione criminale operante su tutto il territorio nazionale e all’estero, dedita a violazioni valutarie in titoli, valori e mezzi di pagamento nazionali, europei ed esteri, nonché all’esecuzione di illecite movimentazioni finanziarie e di capitali, anche transnazionali.

Le indagini – coordinate e dirette nelle ultime fasi dal Procuratore aggiunto, Vittorio Teresi, e dai sostituti, Daniele Paci, Lia Sava e Dario Scaletta – hanno accertato la presenza nel gruppo criminale anche la presenza di avvocati, un giudice del Tar Lazio e due carabinieri, i quali, dietro la prospettiva di lauti compensi, fornivano il proprio apporto qualificato nella programmazione e nella realizzazione degli affari di cambio valuta di provenienza illecita. Numerosi i reati ipotizzati a carico dei responsabili tra i quali il più pesante è quello di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, finalizzata al riciclaggio di ingenti quantitativi di denaro in divisa estera e al commercio dell’oro, attraverso l’esercizio abusivo della professione di intermediario finanziario con modalità tali da eludere il sistema della tracciabilità delle operazioni (aggirando il circuito bancario e consentendo di fatto l’immissione nei mercati di denaro contante).

Tra le altre ipotesi di accusa vi sono falsificazione, spendita e introduzione nello stato di monete falsificate, detenzione illegale di armi e munizionamento, truffa e violazioni alla disciplina del mercato dell’oro. Non a caso, l’operazione odierna, oltre al Nucleo di polizia tributaria di Roma ha coinvolto altri 29 reparti della Guardia di finanza, hanno interessato le province di Palermo, Roma, Torino, Aosta, La Spezia, Milano, Varese, Como, Verona, Vicenza, Padova, Modena, Firenze, Arezzo, L’aquila, Frosinone, Benevento, Napoli, Crotone, Cosenza, Messina e Catania. Fondamentale per la ricostruzione dei fatti e l’addebito delle singole responsabilità, è stato l’impiego di un finanziere ‘sotto copertura’ che, infiltrato nelle diverse organizzazioni, ha partecipato alle trattative necessarie per concludere le operazioni di cambio, acquisendo così precisi elementi di prova.