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Siena, all’Onda il Palio dell’Assunta

Probabilmente il popolo biancoceleste non sperava tanto, bastava magari che perdesse l’odiata Torre cui la sorte aveva riservato un cavallo più quotato, Polonski, con una vittoria già all’attivo e in groppa un fantino già affermato come Andrea Mari detto Brio, con cinque carriere nel carniere al pari di Tittia e Scompiglio, che montavano cavalli ugualmente quotati rispettivamente per Istrice e Valdimontone. Ma ad annullare la contrada di Salicotto ci ha pensato la sua nemica riconosciuta, l’Oca, che con Bighino su Renalzos l’ha costretta nelle retrovie con Tittia che, di rincorsa, ha fiancato proprio sui richiami del mossiere Fabio Magni.

Mossa giunta dopo un’attesa relativamente breve e che magari avrebbe anche potuto essere invalidata per le due contendenti fuori posizione, ma così non è stato e dai canapi è schizzata prima la Chiocciola con il giovane Turbine su Solo Tu Due, seguito dal Montone cui era toccato in sorte il posto allo steccato: posizione ideale perché Scompiglio su Sarbana, la stessa accoppiata vittoriosa a luglio per la Giraffa, potessero puntare al loro cappotto personale, dopo quello vero e proprio realizzato dallo stesso fantino per la Lupa lo scorso anno, in entrambi i casi su Preziosa Penelope. Un poker di Palii che l’avrebbe proiettato nell’Olimpo, ma stavolta Jonatan Bartoletti non ce l’ha fatta ad affiancare e superare la Chiocciola, impresa riuscita invece all’inizio dell’ultimo giro, e addirittura dall’esterno, a Carlo Sanna detto Brigante, una manciata di carriere corse e nessuna vinta, al pari del cavallo Porto Alabe, quasi però un veterano della Piazza essendo al suo decimo Palio.

Una corsa quindi bellissima e avvincente, dove non sono mancate le cadute (l’Istrice, le rivali Oca e Torre e l’ormai appannato re della Piazza Trecciolino con il Bruco) e dove non è neppure mancata, dopo la vicenda di Tornasol a luglio, una nuova rinuncia, stavolta maturata però prima dell’uscita dall’Entrone: quella della Lupa, per un lieve infortunio di Quore de Sedini. Una scelta responsabile, a dimostrare ancora una volta che a Siena l’amore per i cavalli e l’attenzione per la loro sicurezza vengono prima di ogni calcolo, considerando che il forfait poteva favorire non poco la rivale Istrice, baciata dalla sorte con Morosita Prima (l’unico cavallo in piazza con due vittorie all’attivo) ma non poi dalla posizione alla partenza, essendo finita appunto di rincorsa. 

Nella classifica dei «digiuni» è cambiato poco e nulla dato che l’ultima vittoria dell’Onda risaliva all’agosto di quattro anni fa. La Chiocciola, a digiuno dal 1999, ha accarezzato a lungo il sogno della prima vittoria del terzo millennio, mentre l’Aquila, «nonna» dallo scorso anno con l’ultima vittoria datata 1992, dopo aver conteso alla Giraffa il Palio di luglio proprio con Brigante, pur mantenendosi nel gruppo di testa non è riuscita ad approfittare della seconda estrazione consecutiva: e adesso, se la sorte non le sarà ancora benigna, dovrà rimandare al 2019 le speranze di togliersi la cuffia. 

Marco Lapi