Livorno

Un corso per ciclo… meccanici!

Il ciclismo rappresenta una grande passione per molti sportivi, sul territorio si registrano decine di associazioni dilettantistiche e di professionisti che coinvolgono anche i più giovani in attività agonistiche di vario livello. Ma pochi sono coloro che saprebbero riparare il proprio mezzo: un mestiere, questo, “in via d’estinzione”, come molti, in cui si incontrano amore per lo sport e tradizione artigianale. Nella Scuola dei Mestieri della struttura “Sorgenti della Carità” gli operatori Caritas hanno così pensato alla creazione di un corso per manutentori e riparatori di biciclette, rivolto a chi deve inserirsi nel mondo del lavoro o a coloro che semplicemente dimostrano interesse verso questa attività, affidandone la guida a Fernando Messeri, un passato da corridore e una più che quarantennale esperienza da artigiano, sia come capo-cantiere delle Cementerie Sacci, sia come apprezzato meccanico di biciclette sportive in tutta Italia. Fernando si avvicina alla Caritas grazie ad un vicino che gli parla dei progetti della Scuola. «Non è certo facile apprendere in poche lezioni i principi della meccanica – spiega Fernando – è necessario anzitutto conoscere gli attrezzi del mestiere e sapere come e dove mettere le mani, in tutta sicurezza, riuscendo a lavorare sulla bicicletta in modo completo, sia sul telaio, che sul cambio, sulle ruote, sulle guarnizioni e su molto altro. Ma ho trovato una “classe” di ragazzi attenti e volenterosi e, proprio per questo, abbiamo in programma di aggiungere, se possibile, almeno un altro paio di lezioni». Il corso, infatti, prevede otto incontri di tre ore ciascuno, che si svolgono ogni venerdì dalle 9 alle 12, con un programma pensato per fornire allo studente gli strumenti e le conoscenze minime per riparare una o più biciclette in disuso di proprietà di privati o di servizi pubblici quali la Polizia municipale. Per effettuare le lezioni pratiche è stata anche creata una piccola officina adiacente la struttura di via Donnini.«Non è facile avvicinarsi al lavoro manuale – spiega Marco Figlié, operatore della Caritas diocesana e aiutante di Fernando – oggi non sono molte le persone disposte ad apprendere un mestiere di questo tipo. Muovere le mani non piace. L’artigianato richiede pazienza, costanza e passione». Inoltre, in un mondo che «corre» e in un mercato del lavoro in cui si cerca soltanto flessibilità, si perdono pratica ed esperienza di attività che invece richiederebbero anni di applicazione.«L’importante è non fermarsi – continua Fernando – se si rimane “senza far niente” è difficile riprendere ad essere attivi, e fondamentale è anche invogliare i giovani o chi ha perso l’occupazione a credere nel proprio lavoro: proprio per questo la Scuola dei Mestieri rappresenta una grande speranza per tutti coloro che vogliono cambiare la propria situazione».