Toscana

YouTopic Fest: 3.500 studenti in marcia per la pace. Fino all’11 giugno a Rondine il festival sul conflitto

YouTopic Fest, il Festival Internazionale sul Conflitto promosso da Rondine  Cittadella della Pace e giunto alla sua settima edizione, è entrato ieri nel vivo con una giornata ricca di eventi e contenuti. 

«YouTopic è un festival che vuol muovere le coscienze e per farlo abbiamo iniziato con un segno concreto, mettendo in moto il corpo ‘in cammina per la pace’. Questa quattro giorni inaugurata oggi è una grande festa che però non vuole dimenticare il dolore e le tragedie dell’umanità. Anzi vogliamo dire con forza che non ci arrendiamo a questo», ha detto il presidente e fondatore di Rondine Franco Vaccari.

La giornata si è aperta con una marcia dei giovani della Toscana, circa 3.500, che da Arezzo hanno raggiunto il borgo di Rondine compiendo, anche simbolicamente, il proprio “passo possibile” verso la costruzione della pace. 

L’occasione per praticare il dialogo e l’ascolto, rafforzare la coscienza civile delle giovani generazioni, educare alla cultura della pace rendendo questa giornata, a pieno titolo, un giorno di scuola anche grazie al supporto dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo e all’Ufficio Scolastico Regionale.

All’arrivo della marcia a Rondine, infatti, si è svolto un momento in plenaria per ascoltare la testimonianza dei giovani. Un momento al quale hanno partecipato tra gli altri Alessandro Polcri, Presidente della Provincia di Arezzo, Lucia Tanti, Vice Sindaco di Arezzo, Antonio Mazzeo, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, il Consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli in rappresentanza della Regione e mons. Andrea Migliavacca, Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, che ha partecipato a piedi a tutta la marcia. 

«Essere presenti qui oggi e aver fatto la marcia è una prova, una dimostrazione, in primis a noi stessi, che siamo essere umani che provano delle emozioni riconoscendo il dolore altrui – ha detto Shasika Weerasinghe (Sole), presidentessa della Consulta degli Studenti della Provincia di Arezzo a conclusione della marcia –. Senza rimanere indifferenti, apatici e completamente estranei. Amiamo queste fragilità che ci accomunano poiché questa è una storia che in futuro altri studenti troveranno nei loro libri di storia».

«La gente soffre e muore in tante, troppe, parti del mondo, e le guerre vanno avanti! Come possiamo fermarle? – racconta Issam, studente della World House di Rondine  Non è semplice, ma fattibile. Dobbiamo iniziare da noi stessi, capire dove noi abbiamo sbagliato e comprendere che anche i nostri cosiddetti nemici hanno commesso degli errori e che insieme abbiamo prodotto un risultato: la guerra, che nessuno voleva. E’ per questo che ho deciso di venire a Rondine, per fare questo cammino interiore, scoprire la pace dentro di me e metterla in pratica con “l’altro” giorno dopo giorno, confrontandomi con giovani che hanno vissuto altre guerre, costruendo, giorno dopo giorno, una pace concreta tra nemici».

A seguire è stato inaugurato il Giardino dei Giusti-Artigiani di Pace, in collaborazione con Gariwo la foresta dei Giusti. Un luogo solenne e commovente, un santuario dedicato alla commemorazione delle persone straordinarie che, con i loro atti di coraggio e dedizione, si sono impegnate in modo incrollabile per costruire un mondo migliore, basato sui principi fondamentali di giustizia, pace e dignità. All’inaugurazione erano presenti Valeria Malcontenti – vedova di Alexander Langer –, Zakia Saddiki – vedova di Luca Attanasio –, Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro, che fa riferimento alla figura di don Dino Puglisi, nel quartiere Brancaccio di Palermo, e per Gariwo, Benedetta Macripo, referente di Gariwo Network, realtà che cura i Giardini dei Giusti in Italia e nel mondo, e Sabrina Di Carlo.

La quattro giorni di eventi culturali e artistici, workshop, panel tematici ha quest’anno come tema centrale il titolo: “Nel tempo accelerato, quale spazio alla fragilità e al dolore?”. Un interrogativo che muove dagli avvenimenti più recenti e dalle relative conseguenze: dal 2020, infatti, il mondo è stato messo a dura prova a causa del Coronavirus.

Oggi, all’indomani di un nuovo orizzonte, la società tende a spingere verso una nuova accelerazione, per ristabilire i livelli di performance del passato e, anzi, superarli. Ma è davvero possibile farlo prescindendo dalla necessità di farsi carico delle fragilità e delle ferite emerse?  

YouTopic Fest esamina i “possibili passi” che hanno ispirato i progetti di giovani studentesse e studenti, leader di domani, e lo fa aprendo il pomeriggio con il panel “RELIGIONI E FRATELLANZA NEL MEDITERRANEO: GENERAZIONI IN DIALOGO – Alla ricerca di azioni e alleanze tra religioni e generazioni per una concreta prospettiva di pace”. Un incontro dedicato alle tre grandi religioni abramitiche – Ebraismo, Cristianesimo e Islam – che nei secoli si sono più volte incontrate e scontrate intorno al Mare Nostrum, dando forma a idee e culture, ma anche alimentando divisioni e guerre che hanno oscurato il forte messaggio di pace e fratellanza alla base dei valori di ogni fede.

Ospite d’eccezione alla tavola rotonda, rientrato dalla missione di pace in Ucraina, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha dichiarato: «Qui a Rondine c’è tanta storia, incontro, dialogo e i ragazzi e le ragazze che studiano qui sono non solo il futuro, ma il nostro presente – ha detto il Cardinal Zuppi  –. La guerra si ha non soltanto quando esplode, ma già quando non ci si parla più, quando non ci si capisce, quando ci si tiene a distanza, c’è pregiudizio, ignoranza.  Qui mi pare ci sia esattamente il contrario. Qui c’è già tanta pace. Speriamo che questa pace arrivi dovunque nel mondo. La convivenza, tra gli altri, anche di ragazzi e ragazze russi e ucraini qui a Rondine, dimostra ancora una volta che il futuro è quello di provare a stare insieme, quello che dice Papa Francesco: fratelli tutti. È da lì che veniamo ed è là che dobbiamo andare. Qualche volta è così faticoso, tanto da sembrare impossibile. Papa Francesco con intelligenza dice: “Attenzione che il si-salvi-chi-può diventa un tutti contro tutti. Quando ci facciamo gli affari nostri o quando in tanti modi diciamo il ‘me ne frego’ che abbiamo ricordato per don Lorenzo Milani, perdiamo tutti. Al contrario, il ‘mi interessa’, cioè il non posso fare a meno di te, mi interessi tu, ci pensiamo insieme, è la via percorribile per uscirne. Tutti dobbiamo dialogare e imparare a stare insieme. La guerra divide, strumentalizza e impedisce di riconoscere il fratello, chiunque esso sia. La gioia e la bellezza di Rondine è che poi quando uno ritrova suo fratello ritrova anche se stesso. L’auspicio è che le città diventino tante Rondini dove lavoriamo insieme, impariamo a vivere con gli altri e fare le feste gli uni degli altri».

Accanto al Cardinal Zuppi, sono intervenuti esponenti delle diverse religioni: Vittorio Robiati Bendaud del Tribunale Rabbinico Centro-Nord Italia; Hamdan Al Zeqri, consigliere con delega al dialogo interreligioso Unione delle Comunità Islamiche d’Italia; Nadezda Mojsilovic, Project Manager al Centro Pastorale Giovanile Giovanni Paolo II (Bosnia-Erzegovina).

Queste “figure guida” delle tre fedi hanno dato impulso a un dialogo con i giovani di Rondine, focalizzando l’attenzione sul ruolo attuale della Fede e dei giovani per rispondere alle sfide a cui sono chiamate: rigenerare l’umano integrale, dando tempo e spazio alla costruzione di relazioni profonde che non escludano le reciproche diversità e fragilità. Insieme ai relatori ci sono stati Meital Wnouk, insegnante di mindfulness, Rondine d’Oro, e Firas Bahri, Caritas Tunisia, Rondine d’Oro (ex studente della World House).

Non ha voluto rinunciare a incontrare il cardinale Zuppi nel contesto di Rondine, anche il Sotto-Segretario Generale delle Nazioni Unite e Alto Rappresentante ONU per l’Alleanza tra le civiltàMiguel Angel Moratinos (il suo intervento ufficiale all’interno di YouTopic Fest è previsto nella giornata di domani) che ha affermato: “La mia presenza qui oggi nasce da una visita di Rondine alle Nazioni Unite dello scorso anno presso la Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite nel corso della quale abbiamo siglato un memorandum. Il memorandum siglato con UNAOC è la base del lavoro che l’Alleanza per la Civiltà farà insieme a Rondine nei prossimi anni partendo dal presupposto che la pace non è solamente una invocazione, ma significa anche impegnarsi per costruirla, proprio come si fa qui a Rondine attraverso l’empowerment dei giovani e aiutandoli a costruire la possibilità di entrare nei processi politici. La missione che Papa Francesco ha affidato al cardinale Zuppi è molto importante. La Santa Sede ha dimostrato un fortissimo impegno fin dall’inizio nel voler cercare qualsiasi via pur di arrivare alla pace. In questa fase è estremamente difficile lavorare in questo senso”. 

Dal dialogo interreligioso e internazionale, al dialogo necessario all’interno delle imprese: alle ore 17, spazio alla gestione positiva dei conflitti come asset decisivo per imprenditori e manager che credono in una nuova, possibile impresa umanistica, con il panel LA PACE È UN’IMPRESA: LA LEADERSHIP GENTILE PER TRASFORMARE IL CONFLITTO IN OPPORTUNITÀ.

In particolare, si è parlato del ruolo giocato dai sempre più numerosi imprenditori e manager di pace, che, attraverso una governance “gentile”, coniugano lo scopo di profitto con gli obiettivi ESG (Environmental, Social and Governance) per uno sviluppo sostenibile dell’impresa, per diffondere un nuovo modello d’impresa umanistica a sostegno del benessere delle persone nel territorio.

Moderati dal direttore editoriale di Forbes, Alessandro Mauro Rossi, ne hanno discusso: Simona Signoracci, Presidente Fondazione Vises ETS; Ali Reza Arabnia, Chairman e CEO gruppo Gecofin Spa; Guido Stratta, Direttore People & Organisation Enel Group (con un videocontributo); Francesco Ferragina, Presidente Fondazione Kon; Giuseppe Corni, Chief Human Resources Officer di BPER Banca; Antonella Giachetti, Presidente Nazionale Aidda; Massimo Guasconi, Presidente Camera di Commercio Arezzo-Siena.

Ha fatto registrare una grande partecipazione di pubblico il nuovissimo format “L’angolo del conflitto”, nel quale personaggi del panorama culturale italiano e internazionale si mettono a nudo, raccontando il proprio conflitto in un dialogo one-to-one con il giornalista Sergio Valzania.

Hanno aperto il ciclo degli incontri, alle ore 15, l’imprenditore Brunello Cucinelli, presidente e fondatore Brunello Cucinelli spa e, dalle ore 15.45, Flavia Mazzarella, presidente BPER Banca. “L’umanità ha bisogno di riequilibrarsi – ha spiegato Brunello Cucinelli – abbiamo la necessità di fare un nuovo contratto sociale con il creato. Io credo che abbiamo bisogno di ritrovarci, di trasferire ai nostri figli e nipoti, i valori, i grandi ideali e dare loro la possibilità di provarci, senza rompere i loro sogni. Non si può vivere senza conflitto, la storia ci insegna, ma per dirla con le parole di Spinoza, io vivo così: ‘Non sono venuto al mondo per giudicare o condannare, ma per conoscere’ e in questo conoscere c’è tutto: di qua e di la, questo e quello.

“I limiti che abbiamo sono apparenti, ce li siamo dati da soli – ha detto Flavia Mazzarella -. Pensiamo di non poter andare oltre, che quel limite sia il massimo che possiamo sopportare, ma non è vero. I limiti sono molto più oltre di quello che pensiamo. Bisogna avere la capacità di respirare, guardarci intorno e vedere le cose come sono, e soprattutto avere coraggio, che vuol dire aver fiducia nelle proprie capacità e sapere che ce la si può fare. E questa crisi di fiducia può essere spezzata solo dai giovani. Voi siete il futuro, non smettete mai di crederci”.

Alle ore 17 si è tenuto l’Incontro con l’autore, dando spazio alla lettura e alla letteratura, perché la riflessione profonda sul conflitto e relazione generano Cultura: Alberto Pellai ha presentato il suo “Ragazzo mio. Lettera agli uomini veri di domani”, edito da DeAgostini, con la moderazione di Riccardo Bigi, giornalista di Toscana Oggi.