Vita Chiesa
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Francesco, Messa a S. Marta: la fede non è una cosa privata

La fede non è “una cosa privata”, come molti “poteri mondani” vorrebbero, perché Dio, che ha vinto il mondo, si adora fino alla fine “con fiducia e fedeltà”, nonostante “apostasia” e “persecuzioni”. Lo ha detto il Papa che, nell’omelia della messa a Santa Marta, ha citato la vicenda del profeta Daniele, gettato nella fossa dei leoni per aver adorato Dio invece che il re.

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Il cuore della “prova finale” sta dunque nella profanazione della fede: “Non si può parlare di religione, è una cosa privata, di questo pubblicamente non si parla. I segni religiosi sono tolti. Si deve obbedire agli ordini che vengono dai poteri mondani. Si possono fare tante cose, cose belle, ma non adorare Dio. Divieto di adorazione. Questo è il centro di questa fine”.

“E quando arrivi alla pienezza, al ‘kairos’ di questo atteggiamento pagano - ha proseguito il Papa - allora sì, verrà Lui: ‘E vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria’. I cristiani che soffrono tempi di persecuzione, tempi di divieto di adorazione sono una profezia di quello che ci accadrà a tutti”. Eppure, conclude Papa Francesco, nel momento in cui i “tempi dei pagani sono stati compiuti” è quello il momento di alzare il capo, perché è “vicina” la “vittoria di Gesù Cristo”, e bisogna attenderla con “fedeltà” e “pazienza”, perché “i capelli della nostra testa non cadranno”.

Fonte: Sir
Francesco, Messa a S. Marta: la fede non è una cosa privata
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