Vita Chiesa
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Papa Francesco ai vescovi di Corea: giovani priorità pastorale

«Attraverso il vostro servizio ai giovani, la Chiesa diventerà il fermento nel mondo che il Signore ci chiama ad essere». Così Papa Francesco ai vescovi di Corea e Mongolia, in visita ad limina apostolorum, ricevuti in udienza in Vaticano.

Al centro della riflessione i giovani, ma anche i sacerdoti e i martiri recentemente beatificati. Richiamando la visita dello scorso agosto in Corea, il Pontefice ha sottolineato: «Per me, uno dei momenti più belli» è stata «la beatificazione dei martiri Paul Yun Ji-chung e compagni». «Il loro esempio» ci può rendere «testimoni cristiani sempre più fedeli chiamandoci all'incontro, alla carità e al sacrificio». Una lezione particolarmente attuale oggi che, «nonostante i molti progressi compiuti nella tecnologia e della comunicazione», le persone sono «sempre più isolate» le comunità «sempre più deboli». Di qui l'invito a lavorare «con i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i laici responsabili delle vostre diocesi, al fine di garantire che parrocchie, scuole e centri di apostolato siano luoghi autentici di incontro»: con il Signore, «che ci insegna come amare e che apre i nostri occhi alla dignità di ogni persona», e «con ciascuno, specialmente il povero, l'anziano, il dimenticati tra noi». Il pensiero di Francesco è andato quindi «ai vostri giovani che desiderano ardentemente portare avanti l'eredità dei vostri antenati». «Una gioia» l'averli incontrati durante la Giornata della gioventù asiatica.

«Proprio come la testimonianza dei primi cristiani ci invita a prendersi cura gli uni degli altri - ha osservato il Papa -, così i nostri giovani ci sfidano ad ascoltarci l'un l'altro». Essi «ci sfidano a condividere la verità di Gesù Cristo» e mettono alla prova «l'autenticità della nostra fede e fedeltà». Pertanto, «nella vostra riflessione sulla vita delle vostre diocesi, e nella formulazione dei vostri piani pastorali, vi esorto a mantenere davanti a voi i giovani che servite» considerandoli partner nella «costruzione di una Chiesa più santa, più missionaria e umile, una Chiesa che ama e adora Dio cercando di servire i poveri, le persone sole, i malati e gli emarginati». Una vicinanza che rafforzerà le istituzioni e le comunità della Chiesa, ma aiuterà anche a capire le difficoltà loro e delle loro famiglie. In questo modo «il Vangelo penetrerà sempre più profondamente nella vita della comunità cattolica e in quella della società nel suo complesso». Il Papa ha quindi invitato allo «spirito di servizio» per rafforzare «la Chiesa in Corea e Mongolia» ed essere «sempre più efficaci nel proclamare Cristo». L'invito anche ad essere vicini ai sacerdoti: «veri padri, che cercano non solo di esortare e correggere», ma di accompagnare, e ai religiosi e religiose. Infine l'apprezzamento per la comunità cattolica in Mongolia per il suo impegno nella costruzione del Regno di Dio.

Fonte: Sir
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