Toscana

CUBA, FIDEL CASTRO RINUNCIA AI SUOI INCARICHI

Un lungo messaggio firmato di pugno da Fidel Castro e datato 18 febbraio ore 17.30, pubblicato in internet dalla testata giovanile ufficiale “Juventud Rebelde”, annuncia che Castro “no aceptará ni aspirará al cargo de Presidente del Consejo de Estado y Comandante en Jefe”. La notizia ha da poco cominciato a fare il giro del mondo sui siti giornalistici in internet. “Cari compatrioti – scrive Castro su “Juventud Rebelde” – avevo promesso venerdì scorso 15 febbraio che nella prossima riflessione avrei affrontato un tema di interesse per molti compatrioti. Questa volta la riflessione richiede la forma del messaggio. E’ giunto il momento di eleggere il Consiglio di stato, il suo presidente, i vice-presidenti e il Segretario. Ho svolto l’onorevole incarico di presidente per molti anni”. Dopo aver ricordato che il 15 febbraio 1976 venne approvata la Costituzione socialista “per il voto libero, diretto e segreto per più del 95% dei cittadini con diritto a votare” e aver ricordato qualche altro momento della storia politica di Cuba, Castro prosegue: “Conoscendo il mio stato critico di salute, molti hanno pensato che la mia rinuncia temporanea all’incarico di presidente del Consiglio di stato il 31 luglio 2006, che affidai al primo vice-presidente Raúl Castro Ruz, fosse definitiva”. Dopo aver accennato alle insistenze dei compagni della direzione del partito e dello stato affinchè non lasciasse i suoi incarichi, Castro scrive: “Era scomoda la mia posizione di fronte a un avversario che ha fatto tuttoil possibile per liberarsi di me e a me non piaceva affatto aiutarlo. Son riuscito col tempo a ottenere di nuovo il dominio totale della mia mente, la possibilità di leggere e pensare molto, obbligato al riposo. Mi hanno accompagnato forze fisiche sufficiente per scrivere a lungo, di pari passo con la riabilitazione e i programmi di recupero”.Il messaggio prosegue con altre consierazioni sull’evoluzione del suo stato di salute e sul percorso psicologico e politico per preparare il paese alla sua “assenza” e quindi annuncia: “Ai miei cari comptarioti, che mi fecero l’immenso onore di eleggermi di recente come membro del parlamento, nel cui seno si devono raggiungere gli accordi importanti per il destino della nostra Rivoluzione, comunico che non aspiro nè accettero – ripeto –non aspiro nè accettero l’incarico di presidente del Consiglio di stato e Comandante in capo”.

Una volta fatto l’annuncio che costituisce il cuore del messaggio – diverso nel tono e nella forma dalle 45 ‘riflessioni’ ccominciate nel marzo 2007, alcuni mesi dopo l’inizio della malattia nell’estate 2006 e diversi interventi chirurgici all’apparato gastrointestinale – Castro cita sue comunicazioni precedenti del 17 dicembre e dell’8 gennaio in cui spiccano, tra le altre, le seguenti: “Mio dovere elementare non è aggrapparmi agli incarichi e ancor meno bloccare il passo a persone più giovani…” […] “Ho tenuto molto presente che tutta la gloria del mondo può trovar posto in un grano di mais. Tradirebbe pertanto la mia coscienza l’occupare una responsabilità che richiede mobilità e dedizionetotale che non sono in condizioni di offrire. Lo dichiaro senza drammi”. Su un totale di circa 1000 parole distribuite su un po’ meno di 80 righe, ampie sono le considerazioni di dettaglio che conferiscono alla comunicazione l’atmosfera di una comunicazione quasi personale al popolo di Cuba, con ripetuti riferimenti all’importante ruolo dei giovani, del quasi milione di laureati” e delle “generazioni intermedie”. Anche le parole conclusive suonano come un saluto quasi familiare: “ Non mi separo da voi : Desidero solo combattere come un soldato delle idee. Continuerò a scrivere sotto il titolo “Reflexiones del compañero Fidel”. Sarà un’altra arma dell’arsenale su cui si potrà contare. A volte la mia voce viene ascoltata. Sarò giudizioso”.

Misna