Toscana

ELEZIONI IN BIELORUSSIA: JAGLAND (CDE), «SIAMO DELUSI MA NON PERDIAMO LA SPERANZA»

“Il presidente Lukashenko dovrebbe accettare che lo scopo delle elezioni è permettere alla popolazione di scegliere i suoi dirigenti, e non viceversa. Le irregolarità che, secondo l’Osce, hanno contrassegnato il voto presidenziale di domenica, e la repressione degli oppositori cui si continua ad assistere da allora, mostrano purtroppo che la Bielorussia rischia di perdere una nuova occasione di porre fine all’isolamento che il Paese stesso si è autoimposto in Europa”. È quanto dichiara oggi Thorbjørn Jagland, segretario generale CdE, con riferimento agli episodi di violenza e all’arresto di 600 persone tra i manifestanti che la sera di domenica 19 dicembre erano scesi in piazza a Minsk per protestare contro la rielezione a presidente di Alexander Lukashenko. “Al Consiglio d’Europa – afferma il segretario generale -, siamo delusi ma non perdiamo la speranza. Continueremo a sostenere ogni iniziativa sincera volta ad avvicinare la Bielorussia” ai nostri valori e “all’adesione alla nostra Organizzazione”. Da parte sua Sinikka Hurskainen (Finlandia, Soc), relatrice dell’Assemblea parlamentare del CdE (Apce) per la Bielorussia, definisce “particolarmente allarmante” che gli arresti abbiano riguardato “in particolare responsabili dell’opposizione, tra cui candidati alle elezioni, militanti e giornalisti che sembrano avere subito violenze da parte della polizia”. Sinikka Hurskainen, che si trovava a Minsk in quanto membro della missione di osservazione elettorale Apce dell’Osce, riferisce: “In qualità di osservatore elettorale non mi è stata data alcuna possibilità di osservare lo scrutinio dei voti. I membri della commissione elettorale hanno prelevato rapidamente le urne e non abbiamo potuto assistere allo spoglio. Dopo un po’ ci sono stati semplicemente comunicati i risultati”. Esortando le forze di sicurezza e i manifestanti “ad evitare qualsiasi altro ricorso alla violenza”, Hurskainen invita “le autorità a liberare qualsiasi persona sia detenuta per la sola ragione di avere espresso la propria opinione sul risultato delle elezioni” perché “ciascun individuo, ciascun gruppo dovrebbe poter esercitare pacificamente il proprio diritto alla libertà di espressione e associazione, anche quando ciò implica una critica alle autorità bielorusse e al processo elettorale”. Mi rammarico, conclude, “che queste elezioni non abbiano permesso alla Bielorussia di avvicinarsi ai principi e ai valori europei”.Sir