Toscana

Occupazione, allarme Cisl: “Le Ferrovie vogliono dismettere le Officine di Osmannoro”

“Nel 2018 – ricorda Boni – l’allora a.d. di Trenitalia comunicò alle Segreterie sindacali nazionali che l’impianto di “manutenzione ciclica delle carrozze media distanza” di Osmannoro si sarebbe occupato delle lavorazioni cicliche dei treni Vivalto della Toscana, per poi convertirsi, dal 2024, alla manutenzione dei carrelli e dei componenti dei treni Rock; nel frattempo si sarebbero fatti gli investimenti tecnologici necessari per i nuovi treni, circa 15 milioni di euro. Una linea confermata dai vertici di Trenitalia anche durante la visita a Osmannoro del sottosegretario ai Trasporti e Infrastrutture, il 20 settembre 2018, con l’assicurazione che l’officina non avrebbe perso occupazione.”“L’indirizzo perseguito in questi due anni – prosegue Boni – è stato però il contrario: niente investimenti, niente prospettive, riduzione dell’occupazione. E nel 2020, sfruttando l’attenzione di tutti concentrata sulla pandemia, Trenitalia ha accelerato la dismissione. Attualmente a Osmannoro si lavora solo sulle 600 carrozze media distanza rimaste, sapendo che a metà 2021 queste lavorazioni termineranno; nel frattempo i 220 addetti del 2018 si sono ridotti a 156 (-30%), mentre sono raddoppiati i lavoratori di ditte esterne. Non c’è alcuna guida, né certezza del lavoro che si andrà a fare; il senso di abbandono è tale che diversi lavoratori hanno fatto domanda di trasferimento.”Il timore del sindacato è che l’obiettivo dei vertici FS sia quello di esternalizzare tutte le lavorazioni verso ditte private, mettendo a repentaglio non solo l’Officina ma anche la Direzione tecnica di Firenze da cui dipende la manutenzione ciclica di tutti i treni di Trenitalia.“Sarebbe – dice Ciro Recce – una scelta sbagliata e controproducente. Le professionalità e le competenze che si sono sviluppate nel corso degli anni a Firenze, con circa 200 lavoratori fra ingegneri e diplomati, esperti di manutenzione e ingegneria ferroviaria sul materiale rotabile, vanno salvaguardate e ancor più sviluppate. Così come vanno salvaguardati gli investimenti fatti a Osmannoro, dove ha sede una delle più moderne officine d’Italia, pagata con soldi pubblici.” “Oltretutto – aggiunge Boni – consegnare tutta la manutenzione a ditte esterne creerebbe un vulnus irrimediabile: a quel punto Trenitalia sarebbe in mano alle imprese che detterebbero i tempi e i costi delle riparazioni.”Per questo Cisl e Fit fanno appello alla Regione e ai parlamentari toscani perché si adoperino per salvaguardare questa realtà nata e cresciuta a Firenze ed evitare la doppia beffa di uno spreco di denaro pubblico e della perdita di 200 posti di lavoro altamente specializzati.