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Firenze, presentati due libri sul contributo dei vescovi toscani al Concilio

Sono stati presentati oggi presso la sede della Provincia di Firenze, due recenti libri sul contributo vescovi toscani al Concilio Vaticano II. IL VIDEO

Nella cornice della Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi a Firenze, si è tenuto ieri l’incontro “Memorie del Concilio Vaticano II”, organizzato dalla Fondazione Giovanni Paolo II e patrocinato dalla Provincia di Firenze. L’appuntamento è stato occasione per la presentazione dei volumi “Storia del Concilio” (Ed. Lindau) di Riccardo Burigana e “I vescovi della Toscana al Concilio Vaticano II” (Ed. Fondazione Giovanni Paolo II) di Riccardo e Renato Burigana. Il volume a cura dei fratelli Burigana contiene una serie di testi che raccontano l’importanza della presenza dei vescovi della Toscana al Concilio Vaticano II: lettere pastorali, lettere dal Concilio, commenti e note manoscritte - alcune delle quali inedite - di mons. Carlo Baldini, vescovo di Chiusi-Pienza, relative alla prima sessione conciliare, dell’anno 1962.

La prefazione ai testi, a cura di mons. Luciano Giovannetti, vescovo emerito di Fiesole e presidente della Fondazione Giovanni Paolo II, illustra con precisione l’intento del libro: “Con la pubblicazione di questo volume, che costituisce il secondo Quaderno della Collana di studi Colloquia Meditteranea, la Fondazione Giovanni Paolo II formula la speranza che ci possano essere nuove ricerche storico-teologiche con le quali recuperare la memoria di un tempo tanto ricco di progetti e di riflessioni. A distanza di cinquant’anni dall’apertura del Vaticano II appare così opportuno ritornare a leggere le parole dei vescovi della Toscana per alimentare la ricezione di un Concilio che vuole essere bussola per tutti i cristiani, impegnati quotidianamente a essere testimoni fedeli di Cristo, salvatore delle genti”.

A seguire il volume presenta l’introduzione dei curatori e due interventi, quello di mons. Alessandro Plotti e di Paolo Nepi, che approfondiscono il ruolo di Giorgio La Pira negli anni del Concilio. Nella parte finale, note bio-bibliografiche sui 39 vescovi toscani che furono presenti al Concilio Vaticano II.

Una nuova stagione. L’evento è stato moderato dal direttore di “Toscana Oggi”, Andrea Fagioli, che, dopo un’introduzione delle opere presentate, ha passato la parola all’assessore all'istruzione della Provincia di Firenze, Giovanni Di Fede, che per l’occasione ha sostituito il presidente della Provincia assente per impegni istituzionali. Per Di Fede “quest’incontro è un’utile riflessione per la nostra azione quotidiana, di noi amministratori e di tutti i cittadini. Affrontare questo tema fa bene a tutti, cattolici e non, e il tempo del Concilio è servito a tutta l’umanità, a tutti gli italiani e ai toscani dopo il terribile periodo di guerra, come rinascita. Il libro sui vescovi della Toscana è particolarmente importante perché mostra quanto il Concilio sia stato un effettivo dialogo tra le persone e tra i popoli, con una forte presenza dei laici”. E ha aggiunto: “Il Concilio fu determinato dalla necessità di cambiamento dei costumi e della società con l’azione di una Chiesa che è stata capace di andare oltre i soliti confini dell’Occidente, con un’importante apertura alle altre confessioni religiose. Un Concilio, in buona sostanza, che ha rotto gli schemi del passato ed ha guardato avanti”.

A seguire ha preso la parola il card. Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio dei testi legislativi: “Sono contento di essere qui per l’importanza del tema e per l’amicizia che mi lega ai fratelli Burigana. Il Concilio è stato interamente animato dal ‘desiderio di immergersi nel mistero cristiano per riproporlo ai fedeli’ e, nel dire questo, cito Benedetto XVI che l’11 ottobre scorso, in occasione del 56° anno dall’apertura del Concilio e data anche dell’apertura dell’Anno della fede, ha usato queste parole per sottolineare l’importanza che ha sempre attribuito al Vaticano II. Ratzinger, fin da quando era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha dato sempre estrema importanza alla ricezione dei documenti conciliari, ed ancora oggi continua ad insistere sull’importanza dello studio delle fonti e sulla biografia di coloro che vi hanno partecipato”. In questo senso, “nonostante negli ultimi mesi siano state molte le pubblicazioni biografiche sul Vaticano II, i volumi dei fratelli Burigana sono stati particolarmente significativi. Riccardo, infatti, è da anni studioso e cultore della storia del Vaticano II e del Movimento ecumenico, di cui è presidente nazionale. Questi studi sono una sintesi delle più recenti ricostruzioni storiche del Vaticano II e aprono una nuova stagione conoscitiva di quest’assise”. Secondo il cardinale, “gli autori ci spiegano cosa è stato il Concilio per la storia della Chiesa e per tutta la comunità mondiale”.

Per la Chiesa e per il mondo. All’incontro è intervenuto anche Marco Bontempi dell’Università degli Studi di Firenze: “La lettura di entrambi i volumi è stata senza dubbio stimolante; da sociologo quale sono, ho letto con grande rigore scientifico questi eventi storici la cui portata è stata molto grande per tutta la comunità. I due volumi rappresentano un lavoro storico di grande spessore e sono raccontati in maniera semplice ed accattivante. Essi danno la visione del singolo, dell’individuo, attraverso il punto di vita dei vescovi, dalla fonte dei loro diari, che offrono un vivace contributo al racconto della Storia”.

Mons. Giovannetti ha concluso l’incontro: “Fu detto che per recepire il Concilio ci sarebbero voluti settant’anni; dobbiamo ammettere che in gran parte il Vaticano II è stato recepito, ma ancora c’è del lavoro da fare, e questi sono anni decisivi per la storia dell’umanità. Momenti come questi, in cui a noi è data facoltà di dialogare e confrontarci su temi importanti, devono aprire la strada a sempre maggiore voglia di conoscere il Concilio nei suoi aspetti più profondi. Giovanni Paolo II, nel 1986, disse che il mondo non avrebbe avuto questi valori positivi senza l’apporto dell’umanesimo toscano; allo stesso modo io dico che il Vaticano II è stato grande grazie anche alla presenza dei vescovi della Toscana. Tutti dobbiamo essere un punto di riferimento per la Chiesa e per il mondo intero”.

http://youtu.be/_C9YF9P9z6w

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