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Terzo settore: Dalla Torre, «sentenza Corte Ue non avrà effetti pratici» per gli enti ecclesiastici

Quella dell'obbligo per l'Italia di recuperare l'Ici non pagata dagli enti no profit è «una sentenza discussa che ha avuto un grande effetto mediatico ma che non avrà effetti pratici». Lo assicura Una sentenza discussa che ha avuto un grande effetto mediatico ma che non avrà effetti pratici». Lo ha affermato questa mattina Giuseppe Dalla Torre, direttore della Scuola di alta formazione in diritto canonico, ecclesiastico e vaticano dell'Università Lumsa aprendo il convegno sulla riforma del terzo settore.

La sede della Corte di Giustizia europea (Foto Sir)

«Quella della Corte di giustizia europea è una sentenza che ha fatto grande clamore, che ha fatto parlare solo delle istituzioni cattoliche ed ecclesiastiche ma in realtà i soggetti di riferimento costituiscono una platea molto più ampia. Una sentenza discussa che ha avuto un grande effetto mediatico ma che non avrà effetti pratici». Lo ha affermato questa mattina Giuseppe Dalla Torre, direttore della Scuola di alta formazione in diritto canonico, ecclesiastico e vaticano dell'Università Lumsa, introducendo il convegno «Riforma del Terzo settore. Opportunità e sfide per gli enti ecclesiastici» ospitato dallo stesso Ateneo romano.

Dalla Torre ha motivato la sua affermazione facendo riferimento al «problema della prescrizione» e al fatto che «le prestazioni di carattere patrimoniale devono essere previste dalla legge» e «fare una legge oggi con effetto retroattivo mi sembrerebbe un assurdo giuridico, colpirebbe in negativo». Il docente ha rilevato però che la sentenza fornisce uno stimolo «a riflettere» evidenziando che «il legislatore dev'essere più preciso». Per Dalla Torre, «il tema della solidarietà, del volontariato è centrale per il Terzo settore» che «ha un ruolo fondamentale per costruire un collante nuovo per una società che diventa sempre più pluralista». E ricordando che «la nostra libertà religiosa si gioca sul terreno della carità», ha sottolineato opportunità, sfide e rischi della riforma del Terzo settore, richiamando la necessità di «metterci in regola con le norme uscendo da una mentalità molto pratica e caritativa».

Dando il benvenuto ai presenti, Francesco Bonini, rettore dell'Università Lumsa, ha sottolineato che «ci troviamo in un momento di accelerati cambiamenti in tutti i settori della vita sociale e istituzionale in Italia e in Europa. Come in tutti i momenti di cambiamento il mondo cattolico accetta le sfide per continuare nella loro intrapresa di servizio alle persone e ai mondi vitali». Si tratta di «un continuo cambiamento per essere fedeli al proprio carisma» che «è il segreto della vitalità e della presenza dei cattolici e della Chiesa nel mondo contemporaneo».

In un messaggio inviato ai partecipanti al convegno, Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ribadisce la posizione del Governo che è di «piena e collaborativa apertura e di dialogo con tutti gli attori interessanti e investiti dalla riforma» e in particolare «con gli enti religiosi che hanno svolto e svolgono una fondamentale funzione assistenziale integrando l'esistenza di un welfare che lo Stato da solo non riesce a compensare». «Siamo tutti consapevoli che il Terzo settore in Italia ha solide radici che affondano nei principi cristiani di carità e solidarietà».

Fonte: Sir
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