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VOLONTARI RAPITI IN SOMALIA: ONG ITALIANE, «IL SILENZIO È NECESSARIO»

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Parole chiave: cooperazione (178), somalia (61)

Le Ong che con le famiglie e con l'Unità di Crisi della Farnesina si stanno adoperando per la liberazione di Jolanda Occhipinti, Giuliano Paganini (di Pistoia) e John Abdirahman, i volontari del Cins rapiti in Somalia 29 giorni fa, sono convinte che “sia giusta la via del silenzio dei media e, implicitamente, quello della politica e delle mobilitazioni”. Un silenzio chiesto subito dopo il rapimento e rinnovato ora. “Abituati negli scorsi anni a sentirci doverosamente ‘protagonisti' per contribuire con pressioni politiche e mobilitazioni alla liberazione di altri sequestrati – dice Sergio Marelli, presidente dell'Associazione Ong italiane - il rispetto di questo silenzio ci crea imbarazzo e ci interroga tutti. Ma la domanda vera diventa ora questa: è giusto, come è stato nel passato trasformare in politica, quindi mobilitando e facendo chiasso, un sequestro la cui gestione richiede invece grande attenzione, discrezione, calma?” Si ritiene infatti che ogni parola in più e ogni mobilitazione, almeno questa volta, possa danneggiare anziché favorire il delicato lavoro per la liberazione. “Il nostro dovere – conclude Marelli – è ora quello di rispettare il loro invito: è il modo migliore per sentirci ‘protagonisti' anche se in modo diverso e forse con più sofferenza che nel passato. Quando tutto sarà concluso, ci sarà tempo per riprendere la riflessione politica avviata da più parti”.
Sir

VOLONTARI RAPITI IN SOMALIA: ONG ITALIANE, «IL SILENZIO È NECESSARIO»
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