Vita Chiesa

Al supermercato, parlando di matrimoni

DI DON FRANCESCO SENSINIIn coda al supermercato, in attesa di pagare alla cassa 3, riconosco la mamma di Andrea, conosciuto a scuola.Mi avvicino e con un certo entusiasmo e curiosità le chiedo: «Allora Andrea si è sposato?» Mi riconosce subito ma, con una espressione rattristata e forse anche un po’ imbarazzata, mi risponde: «Purtroppo ha scelto di convivere!»Rimango bloccato e mi rimprovero di averglielo chiesto. Ma ormai l’ ho fatto. Cerco allora di rimediare. E non penso tanto alla scelta del figlio quanto allo stato d’animo della madre. Quel «purtroppo» è un evidente segno di sconfitta.Mi chiedo, Dio non dovrebbe costantemente essere in questo stato per il comportamento degli uomini? Dispiace anche a me che Andrea non si sia sposato in chiesa (non crede più in Dio?, non accetta i preti?) e neppure in comune (non crede nello Stato, non accetta il sindaco?), ma per consolare la madre le dico che in fondo il figlio ha fatto una scelta dimostrando di essere libero. Inoltre non è una scelta definitiva, può darsi che un domani regolarizzi, civilmente o religiosamente, la sua posizione anche per il bene degli eventuali figli. Insomma il figlio non è un delinquente e non voglio pensare che abbia fatto tale scelta contro la propria famiglia.

E avvicinandomi alla cassa, dentro di me, cerco le ragioni che hanno portato Andrea a questa scelta.

Probabilmente ritiene che l’amore sia una esperienza privata, individuale e non accetta interferenze e regole dall’esterno di nessun tipo. Quando si renderà conto che l’amore ha una dimensione sociale, civile, comunitaria ed ecclesiale, allora sceglierà il matrimonio. Ma non ho il tempo di esprimerle che un’altra signora, anche lei in coda, interviene decisa: «Mio figlio si è sposato in chiesa ma è già separato!».

Silenzio.

Il dialogo sembra chiuso.

È chiaro a questo punto che, se esiste un problema per una madre, non è quello del «matrimonio» ma della capacità di amare del figlio.

Domando allora subito: Ma almeno Andrea è innamorato? Si vogliono bene? Si fidano l’uno dell’altro? «Su questo non ci sono dubbi!» Risponde la madre un po’ più sollevata.«Sono 23 euro e 45 centesimi» mi dice la cassiera. Pago e mentre sto ormai per uscire sento il suo commento: «Ho fatto meglio io, che non mi sono sposata!»