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Brexit: Consiglio europeo, approvato accordo di recesso. «In futuro un partenariato più stretto possibile con il Regno Unito»

Il divorzio tra Regno Unito e Ue è stato definito formalmente durante il summit-lampo del Consiglio europeo tenutosi ieri a Bruxelles. Dovrebbe entrare in vigore il 30 marzo 2019. Ora Theresa May deve convincere il Parlamento britannico a ratificarlo. «Comunque vada - ha dichiarato Donald Tusk - resteremo amici fino alla fine dei giorni».

«Il Consiglio europeo approva l’accordo sul recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall’Unione europea e dalla Comunità europea dell’energia atomica. Su tale base il Consiglio europeo invita la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio ad adottare le misure necessarie per fare in modo che l’accordo possa entrare in vigore il 30 marzo 2019, così da garantire un recesso ordinato». È il punto fermo al divorzio tra Regno Unito e Ue definito formalmente durante il summit-lampo tenutosi ieri a Bruxelles. I capi di Stato e di governo dell’Unione si sono dati appuntamento per sottoscrivere le «Conclusioni» del Consiglio europeo che, oltre all’accordo di recesso di 585 pagine, ha approvato «la dichiarazione politica che definisce il quadro delle future relazioni tra l’Unione europea e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord».

Un documento di una trentina di pagine che apre la strada a un negoziato che proseguirà fino alla fine del 2020, per specificare ogni aspetto del recesso di Londra dal resto dell’Unione. Il Consiglio europeo, inoltre, «ribadisce la determinazione dell’Unione ad avere un partenariato quanto più stretto possibile con il Regno Unito in futuro, in linea con la dichiarazione politica. L’approccio dell’Unione continuerà a fondarsi sulle posizioni e sui principi generali definiti negli orientamenti del Consiglio europeo concordati in precedenza». Il Consiglio europeo continuerà a occuparsi «in permanenza della questione».

«Indipendentemente da come finirà tutto, una cosa è certa: resteremo amici» dei britannici «fino alla fine dei giorni». Parole di Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, presentando ieri alla stampa le Conclusioni del summit che ha certificato il divorzio da Londra. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, gli ha fatto eco: «Questo è un giorno triste, non un momento di gioia, perché un grande Paese lascia l’Unione europea. Ma abbiamo trovato un accordo con la Gran Bretagna che è il migliore possibile».

Il premier italiano Giuseppe Conte ha dichiarato lasciando il palazzo del vertice: «Per l’accordo sul Brexit non possiamo essere contenti, c’è una nota di tristezza. Ma confidiamo che avremo un partenariato strategico con il Regno Unito che potrà essere un modello per il futuro». Angela Merkel ha parlato dell’impegno che attende ora la premier inglese Theresa May, che dovrà convincere il parlamento britannico a sottoscrivere l’accordo e a procedere, senza intoppi, verso il divorzio del 29 marzo 2019. Secondo il presidente francese Emmanuel Macron il Brexit mostra che l’Ue «ha bisogno di una rifondazione cui stiamo lavorando e su cui dobbiamo continuare a lavorare». L’Ue «è perfettibile e da migliorare».