Firenze
Cardinale Ernest Simoni, festa per i 70 anni di sacerdozio del “martire vivente” d’Albania
Ieri a Firenze la celebrazione con le autorità italiane e albanesi: 'presente il Presidente della Repubblica d'Albania. La galleria fotogafica
Il cardinale Ernest Simoni ha presieduto nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, domenica 3 maggio, una solenne celebrazione eucaristica in ricordo del suo 70° anniversario di ordinazione sacerdotale. Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio: “Eminenza reverendissima, desidero rivolgerle gli auguri più sentiti per la ricorrenza del settantesimo anno della ordinazione sacerdotale cui ha fatto seguito una testimonianza esemplare, sofferta e nobile di dedizione. Ringraziandola tanto delle sue preghiere per me e i miei familiari, le esprimo la mia più alta considerazione”.
In cattedrale è intervenuto anche il Presidente della Repubblica d’Albania Bajram Begaj che al termine della celebrazione ha tenuto un discorso: “La Vostra storia – ha affermato rivolgendosi al cardinale Simoni – non è soltanto la storia di un uomo. È la storia di tutti coloro che hanno sofferto sotto la persecuzione comunista, forse la più dura persecuzione religiosa che il mondo moderno abbia conosciuto. È la storia dei 38 martiri beatificati, dei vescovi e dei sacerdoti fucilati, dei nostri connazionali soffocati, sepolti vivi, torturati fino alla morte solamente perché credevano in Dio. La Sua storia è testimonianza viva che nessun regime può distruggere la fede e la dignità umana. La Sua storia, Cardinale Ernest Simoni, ci insegna che la fede non si misura nei tempi di pace, ma nei tempi della prova, e che la dignità dell’uomo non dipende dalle circostanze, ma dalla resilienza che egli mantiene di fronte ad esse”. Il presidente della repubblica albanese ha poi sottolineato: “Oggi l’Albania è un Paese diverso. Un Paese libero, che rispetta la fede e la dignità umana, dove la convivenza e l’armonia interreligiosa rappresentano uno dei valori più preziosi e più belli che possediamo. Questa armonia interreligiosa è una responsabilità quotidiana e un patrimonio che dobbiamo custodire, coltivare e trasmettere con orgoglio alle generazioni future. Ma questa libertà non è arrivata da se. Ha dei nomi, ha delle storie, ha dei sacrifici. E uno di questi nomi è senza dubbio il Cardinale Ernest Simoni”.
Ordinato il 7 aprile 1956 nella Cattedrale di Scutari in Albania, Simoni ha trascorso 28 anni tra carcere e lavori forzati sotto il regime comunista senza mai rinnegare la fede, e nel 2016 da semplice sacerdote è stato creato cardinale da Papa Francesco. La messa è stata concelebrata dall’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, e dal cardinale Giovanni Battista Re. “La sua persona – ha detto l’arcivescovo Gambelli – è realmente un segno tangibile della Fede e della fedeltà a Santa Madre Chiesa che attraversa i secoli e la storia e che si incarna nelle innumerevoli schiere di santi testimoni del Vangelo. Lei, padre Ernest, è uno di questi testimoni, un ‘martire vivente’ come più volte definito da papa Francesco”; ha vissuto sulla propria pelle le sofferenze della persecuzione, restando sempre saldo nella fede in Cristo e nell’amore alla sua Chiesa”.
Papa Leone XIV il 7 aprile 2026 aveva inviato il suo augurio e benedizione: “Nella lieta ricorrenza del 70° anniversario di Ordinazione sacerdotale, rivolgo fervidi voti augurali e, in segno di viva riconoscenza per il suo lungo e generoso ministero come pure per la sua intrepida fedeltà alla Chiesa specialmente nel tempo della persecuzione e della prigionia, invoco su di lui, per intercessione della Madonna del Buon Consiglio, copiose consolazioni celesti, mentre di cuore gli imparto la Benedizione Apostolica, che volentieri estendo alle persone care.”










