Dossier

Colletta alimentare, torna la spesa della solidarietà

di Marco Lapi

«Ogni anno c’è ancora qualcuno che ci chiede se quello che raccogliamo andrà per il Terzo mondo… E quando invece gli spieghiamo che sarà utilizzato all’interno della Toscana, rimane stupito e magari fruga nel carrello della spesa per lasciarci qualcos’altro». Se la Colletta alimentare, giunta quest’anno alla decima edizione, è un appuntamento ormai ricordato da tutti e generalmente atteso con favore, nondimeno c’è sempre chi fa fatica a credere alle crescenti sacche di povertà presenti nel nostro Paese. Lo dimostrano le parole di Alessio Zoppi, del Centro aiuto alla vita di Massa, che sabato 25 sarà ancora una volta in prima linea a dare il suo contributo per l’organizzazione della «spesa della solidarietà» assieme ai suoi amici volontari.

Ma a distribuire volantini e sacchetti gialli da riempire ci saranno, con loro, anche tanti degli assistiti che, avendo beneficiato a lungo del contributo del Banco Alimentare, ricambiano con questo gesto semplice ma significativo. E molta della gente che frequenta quel punto vendita, ormai abituata a quella presenza annuale, conosce il lavoro di Alessio e dei suoi amici e non fa mancare il proprio contributo, a tal punto da far registrare un vero e proprio record nella raccolta di omogeneizzati e prodotti per l’infanzia.

Solo a Massa città e Montignoso il Centro aiuto alla vita assiste 85 famiglie, per il 60% straniere, soprattutto albanesi e marocchine, e per il resto italiane, abitanti in zona. Ben 20 famiglie in più di due anni fa, con Carrara che tra l’altro si è resa autonoma aprendo un proprio Cav. A parte chi attende un bambino e cerca un aiuto per poterlo accogliere, la stragrande maggioranza di chi si rivolge al Cav massese è costituita da genitori che hanno già bambini ma non sanno come fare ad arrivare alla fine del mese. In genere la famiglia dovrebbe essere accompagnata fino ai due anni di vita del bambino, ma il rapporto prosegue sempre anche dopo, perché si tratta di far crescere le persone anche sotto l’aspetto genitoriale. «Alcuni casi sono davvero da urlo – confessa Alessio – anche se poi è bello vedere che tanta gente, superate le difficoltà, chiede di poterci dare una mano». E molti lo faranno ovviamente anche sabato. Sarà un modo per aiutare anche la casa famiglia per ragazze madri aperta a Massa poco più di un anno fa e capace di ospitare fino a cinque mamme e sei bambini, grazie anche all’impegno di nove volontari.

Da assistiti a protagonisti della Colletta: è anche il caso dei ragazzi che compiono il proprio percorso di liberazione dalla droga nelle strutture del Gruppo Valdinievole. Come ci racconta l’operatrice Emanuela Zucconi, si tratta di un cammino di circa un anno e mezzo che prevede tra l’altro l’attività lavorativa ed è portato avanti in costante rapporto con le famiglie. I ragazzi complessivamente ospitati, nella casa madre di Macchino – dove tra l’altro si allevano cani, maiali e mucche – e nelle altre della Valdinievole, vanno dai 70 agli 80. Diversi lavorano a Ponte Buggianese nell’assemblaggio di prodotti industriali. Qualcuno ha necessità di fermarsi un po’ più a lungo per completare il percorso, ma anche in questo caso c’è chi lo fa liberamente, solo per restare a dare una mano agli altri. È un altro modo di dire «grazie» per l’aiuto ricevuto.

Ma nel vastissimo e variegato mondo del disagio sociale c’è anche chi non ti dice grazie nemmeno per il cibo che gli offri. Come alla mensa dell’Oasi Emilia di Castiglioncello, gestita dall’associazone «La Sorgente del Villaggio». Due pasti quotidiani – eccetto la domenica sera – per 365 giorni all’anno, per una media di 30 coperti al giorno e un picco di attività che costringe a servire il cibo in due turni durante il periodo estivo, quando altre mense sociali sono chiuse e i «clienti» aumentano. Come se non bastasse, c’è anche la preparazione di pacchi viveri in collaborazione con il centro di ascolto della Caritas vicariale di Rosignano e frazioni, situata al piano di sotto. La tipologia delle persone che frequentano la mensa, come ci spiega la volontaria Rossella Toni, è formata soprattutto dai senzatetto, persone che non hanno casa e che vivono alle stazioni o di fronte ai supermercati. Poi ci sono famiglie con difficoltà anche di ordine psicologico, che vengono per certi periodi, e persone del posto povere e sole che vengono mandate dal servizio sociale. Da diversi anni, tra l’altro, è in crescita la presenza di donne senzatetto, non extracomunitarie ma prevalentemente italiane. E giovani di 20-25 anni, che magari vengono dal sud con la speranza di trovare lavoro. Presso la mensa c’è anche la possibilità di fare la doccia e al centro d’ascolto si possono trovare abiti puliti. Ma chi viene a mangiare lo fa molto velocemente e va via subito. In genere non accetta domande, se capita è capace di non farsi più vivo per qualche giorno. Spesso c’è più pretesa che gratitudine, a volte capita l’ubriaco che costringe a chiamare le forze dell’ordine. Di qualcuno non si sa assolutamente niente: ma non si può giudicare, e neppure «misurare» il bisogno reale sulla base delle impressioni. Il pasto caldo, allora, non si nega a nessuno. Si tira avanti con quello che fornisce il Banco, ma anche con i 3000 euro annui del Comune e altri contributi da Asl e Cassa di Risparmio di Livorno. Grazie alla «legge del buon samaritano», alcuni prodotti freschi in via di scadenza arrivano da Unicoop Tirreno mentre la locale mensa scolastica fornisce ciò che i ragazzi non consumano. E poi c’è anche l’impegno dei pacchi delle famiglie, che famiglie e singoli bisognosi ritirano una o due volte al mese ma anche settimanalmente in casi davvero particolare, come una signora con 500 euro di pensione e l’affitto di 400, coperto solo per il 30% da un contributo comunale. Gli anziani che non ce la fanno a venire di persona sono «riforniti» grazie all’aiuto dell’Auser.

Chi invece provvede alla preparazione e alla consegna di pacchi viveri «in proprio» è la Misericordia di Firenze, attraverso il suo servizio «Aiuto alimentare» di cui è fiduciario Marcello Marinai. Che ci racconta: «Raccogliamo merce dal Banco e altra ne acquistiamo per assistere circa 200 famiglie in tutta la città, per circa 700 persone in totale. Mensilmente, e per qualche famiglia più bisognosa anche quindicinalmente, portiamo a casa a tutti un pacco di generi alimentari. Le tipologie assistite sono o famiglie con tanti componenti, o anziani soli, che non hanno possibilità con la pensione dovendo magari pagare anche l’affitto. Cerchiamo allora di dare loro anche aiuti economici grazie ai proventi della Misericordia, per il pagamento delle utenze, specie del riscaldamento nel periodo invernale. Ma la povertà purtroppo aumenta, ci vengono segnalati continuamente nuovi casi da inserire, e siamo solo uno dei tanti enti di Firenze che attingono dal Banco per servizi simili». «Basti pensare – prosegue Marinai – che nel 2005 abbiamo consegnato 1956 pacchi, e ora a fine novembre siamo già a 2029. Non solo, ma sono aumentati anche i quantitativi di merce».

I pacchi sono distribuiti da coppie di volontari che instaurano un vero e proprio rapporto con le famiglie assistite, verificando contemporaneamente il perdurare dello stato di necessità. Ma di solito sono gli stessi beneficiati a segnalare onestamente di non aver più bisogno dei viveri quando magari finalmente, come in tanti casi, ritrovano lavoro dopo averlo perduto. Famiglie per lo più fiorentine (quelle extracomunitarie sono poche), magari numerose e, come al solito, con un alto affitto da pagare. I casi «cronici», senza possibilità di miglioramento, sono ovviamente quelli degli anziani soli.

Di segnalazioni ne arrivano tante, dagli stessi «fratelli» della Misericordia ma anche dal centro di ascolto antiusura di via del Sansovino. «E non passa settimana, quasi non passa giorno – aggiunge il fiduciario dell’Aiuto alimentare – che ci siano richieste ulteriori rispetto al pacco mensile, e allora facciamo i pacchi extra. Ma l’obiettivo è arrivare per tutti a consegne quindicinali. E un impegno gravoso, anche perché per tre famiglie che escono, magari ne entrano cinque: questo è il ritmo, se si va di questo passo l’anno prossimo saranno 230. Ma è impossibile dire di no a chi a fame: perlomeno questo è il nostro obiettivo. Così, se qualcuno ci chiede un po’ di pasta e non c’è, andiamo a comprarla e gliela portiamo. E poi speriamo nell’aiuto di nuovi fratelli, perché non ci sono solo le consegne, ma anche il ritiro della merce, il magazzino, la preparazione dei pacchi. Comunque, in dieci anni, non se n’è andato nessuno dei volontari che hanno cominciato questo servizio». Già, perché chi inizia un’opera di carità, come sa chi fa la Colletta, ne resta positivamente segnato. E allora, visto che il bisogno è sempre più pressante e quotidiano, tutti questi appelli non possono che essere raccolti. Cominciando, ovviamente, da sabato 25 ma continuando durante l’anno nella forma preferita. Sarà davvero un bel modo di vivere questo decennale.

L’appello Una generosità da confermare «Anche quest’anno – ha sottolineato il presidente del Banco Alimentare della Toscana, Natale Bazzanti, presentando l’iniziativa assieme al presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi – siamo certi che la generosità dei cittadini toscani che andranno a fare la spesa sabato 25 sarà grande: riempire un sacchetto con qualche cosa da mangiare per chi non ha niente è un gesto semplice e piccolo, ma nello stesso tempo una risposta immediata a un problema vissuto da un numero sempre maggiore di persone anche nella nostra benestante regione».

I prodotti suggeriti dal Banco Alimentare per la «spesa della solidarietà» sono, come sempre, olio, omogeneizzati, prodotti per l’infanzia, tonno e carne in scatola, pelati e legumi. Ogni cliente dei 366 punti vendita prescelti (il cui elenco è consultabile sul sito www.bancoalimentare.it ) riceverà al suo arrivo una busta da riempire a suo piacimento e riconsegnare all’uscita. I volontari presenti provvederanno immediatamente alla suddivisione dei prodotti acquistati e al loro inscatolamento nelle ben 56 mila scatole di cartone nuovamente fornite da Comieco – Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica – e Toscana Ricicla, grazie all’offerta di 17 minuti di raccolta differenziata di carta e cartone.

I punti vendita E anche le Collette sono dieci. Dopo il convegno dello scorso 22 maggio per il decennale del Banco Alimentare della Toscana, sabato 25 novembre c’è da celebrare la ricorrenza «sul campo». Cercando di confermare il grande exploit dello scorso anno, quando furono totalizzate ben 713 tonnellate di cibo, a fronte delle 578 del 2004 e delle 600 o poco più considerate come obiettivo già soddisfacente. Un risultato davvero eccezionale e soprattutto inatteso, che quest’anno i volontari del Banco si contenterebbero di ripetere perché aumentare ancora sarà difficile. Anche se, com’è noto, non bisogna mai mettere limiti alla Provvidenza… e neppure all’ormai comprovata, grandissima generosità dei toscani, che l’anno scorso ha permesso alla nostra regione di realizzare uno dei migliori incrementi a livello nazionale. Intanto sono cresciuti ancora i punti vendita coperti, 366 contro i 343 dello scorso anno, e naturalmente cresceranno anche i volontari. Se ne prevedono almeno 6000, provenienti, come al solito, da esperienze diverse (Caritas parrocchiali, Misericordie e Pubbliche assistenze, Società di San Vincenzo de’ Paoli, alpini, scout e via dicendo), ma fino all’ultimo saranno possibili nuove aggregazioni. Unicoop Firenze, nuovi fronti di solidarietà Sempre più impegnati sul fronte del bisogno sociale. Per Unicoop Firenze, la «rete» che riunisce i supermercati Coop delle province toscane eccetto Massa Carrara, Grosseto e Livorno, «le iniziative di socialità e solidarietà fanno ormai parte dell’attività durante tutto l’arco dell’anno», come ci spiega il direttore del settore soci e consumatori Luciano Rossetti. Ovvio che la Colletta sia uno degli impegni di punta: «Quest’anno – aggiunge il dirigente – saranno interessati ben 77 punti vendita sui 96 che abbiamo in Toscana, che rappresentano ben il 95% delle nostre vendite. Sono stati ovviamente fatti ordini adeguati dei prodotti indicati dal Banco, ma c’è da registrare anche la partecipazione diretta di gran parte delle sezioni soci locali, che si fanno parte attiva anche nella distribuzione dei volantini e nella raccolta dei prodotti acquistati. Proprio grazie ai soci, in questi anni siamo insomma diventati ben volentieri compartecipi della raccolta, e questo è l’elemento che forse ci differenzia di più rispetto alle altre catene della grande distribuzione».

A riprova di ciò, nel corso dell’ultima Colletta, delle 1395 tonnellate raccolte dal sistema Coop a livello nazionale, ben il 18% (pari a 256,4) sono state totalizzate proprio da Unicoop Firenze, e il 62% della raccolta nei negozi di questa catena ha coinciso con i prodotti indicati dal Banco stesso, percentuale, anche questa, superiore rispetto alle altre parti d’Italia.

Ma il rapporto di Unicoop Firenze con il Banco prosegue anche nel resto dell’anno. I soci possono destinare i punti raccolti con la tessera, nella misura desiderata, all’acquisto di alcuni prodotti quali pasta di semola, fagiolini cannellini in scatola, latte intero e succhi di frutta. E per ogni 100 mila punti donati, Unicoop aggiunge 516 euro, il vecchio milione di una volta. Così l’anno scorso, a fronte di donazioni pari a 900 mila punti in totale, la cooperativa ha aggiunto un ulteriore contributo di 5000 euro in prodotti.

Quest’anno, poi, è stata avviata anche l’iniziativa definita «Coop buon fine», che consiste nel recupero della merce mal confezionata o prossima alla scadenza ma che ha ancora le caratteristiche di poter essere consumata e che prima andava diritta in discarica. Un altro impegno concreto contro spreco e fame: «Questi prodotti – spiega Rossetti – finalmemte non finiscono più nel cassonetto ma vengono prelevati e messi da parte all’interno dei nostri magazzini. Giornalmente, zona per zona, le varie organizzazioni del volontariato tra le quali spicca la Caritas provvede al loro recupero per rifornire mense per gli indigenti, case famiglia o semplicemente persone svantaggiate. È un progetto finora attivato solo in alcune zone ma che senz’altro vogliamo estendere».

Poi naturalmente c’è «Il cuore si scioglie», l’iniziativa di solidarietà internazionale che torna ogni dicembre e che anche nell’ultima edizione è riuscita a sviluppare oltre 6900 adozioni a distanza nei paesi del Sud del mondo, coinvolgendo oltre 2500 volontari nella raccolta fondi, tra cui 500 dipendenti Coop. «Abbiamo stimato che oltre 60 mila toscani dell’area Unicoop – afferma ancora il direttore del settore soci e consumatori – abbiano partecipato a questo tipo di campagna che, nel corso del dicembre scorso, oltre ad Arci toscana, Centri missionari toscani e Movimento Shalom a coinvolto anche il Movimento dei Focolari».

Sul fronte della solidarietà «interna», ma a livello più umano che economico, c’è infine «Progetto ausilio», attivato da 24 sezioni soci nelle varie aree della Toscana per portare a casa la spesa, ovviamente gratis, alle persone disabili e che non hanno la possibilità di uscire di casa per fare la spesa (Progetto ausilio). Altrove, gli anziani che possono muoversi vengono accompagnati a fare la spesa, e lo stesso si fa con i diversamente abili che magari raggiungono in auto gli appositi posteggi. Un iniziativa molto apprezzata e portata avanti con il contributo di Auser e Misericordie. Per gli anziani è un’occasione di socializzazione, perché il supermercato, si sa, è anche un luogo d’incontro. Anche con qualche… inconveniente: «Tocca sempre chiamarli – esclama Rossetti – perché si mettono a chiacchierare con chi trovano e non vorrebbero più veniri via!».

In memoria di Graziano Stanchi ma contenti, al termine della Colletta 2005. Come tutti gli anni Graziano Grazzini aveva dedicato a questo scopo praticamente tutta la giornata, da grande amico del Banco Alimentare qual era stato fin dall’inizio. Ma sabato 25, almeno fisicamente, mancherà, essendo scomparso per un infarto lo scorso 6 settembre a soli 50 anni. La sua figura è stata ricordata da Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, anche perché Graziano a Palazzo Medici Riccardi era di casa, essendo il presidente del gruppo di Forza Italia in Consiglio Provinciale. Più volte aveva invitato i colleghi politici e amministratori di qualsiasi schieramento – ma meglio dire i suoi amici, perché sapeva essere davvero amico di tutti – a venire a vedere e anche a partecipare alla Colletta in prima persona. E in tanti, tra cui in prima fila lo stesso Renzi, avevano sempre aderito e lo faranno anche sabato.

Certamente, soprattutto da parte di chi lo ha conosciuto meglio, la Colletta 2006 sarà vissuta anche nel suo ricordo e nella certezza che, anche da lassù e ancor più da lassù, Graziano continuerà a darsi da fare perché tutto vada per il meglio. Intanto, in sua memoria, alcuni amici hanno organizzato un concerto, proprio in questo periodo dell’anno che lo vedeva così attento non solo alla Colletta Alimentare ma anche alle Tende di Natale, l’iniziativa organizzata dall’Avsi (Associazione volontari servizio internazionale) per la realizzazione di progetti nei paesi in via di sviluppo.

L’iniziativa è anche promossa dalla Compagnia delle Opere, coorganizzatrice sia della Colletta che delle «Tende», e dalla neonata Associazione culturale Graziano Grazzini con il patrocinio di Comune di Firenze, Provincia di Firenze e Regione Toscana. L’appuntamento è per mercoledì 20 dicembre alle ore 21 al Teatro Verdi di Firenze, dove l’orchestra sinfonica «Città di Grosseto» diretta da Giovanni Fornasieri eseguirà l’«Incompiuta» di Franz Schubert e la settima sinfonia di Ludwig Van Beethoven. Il costo dei biglietti (in prevendita alla biglietteria del Verdi e presso il circuito Box Office) sarà di 20 euro per gli adulti e 10 euro per minori e studenti. Il ricavato della serata sarà a favore dei progetti Avsi «Campagna Tende di Natale 2006».