Associazioni e movimenti

Crisi climatica: oltre 170 organizzazioni religiose chiedono all’Ue un’azione coraggiosa

L'invito a “guidare una transizione giusta per uscire dai combustibili fossili”

Far pagare i grandi inquinatori e guidare una transizione giusta per uscire dai combustibili fossili. È quando chiedono più di 170 organizzazioni religiose, rappresentanti 33,1 milioni di europei, aderendo alla campagna “Europa, sii fedele alla nostra casa comune” all’inizio del semestre di Presidenza Irlandese del Consiglio dell’Unione europea, avviato ieri. Della coalizione religiosa fanno parte l’Alleanza europea delle Organizzazioni femminili cattoliche (Andante), il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK), il Movimento Laudato si’, Caritas Europa, Cidse, Jesc, Giustizia e Pace Europa, Pax Christi International, la Conferenza internazionale cattolica dello Scautismo (Cics), Trócaire, Christian Aid Ireland, Acli, Azione Cattolica e Focsiv.

Mentre iniziano le discussioni sul bilancio settennale dell’Ue – il Quadro finanziario pluriennale (Qfp) –, la coalizione sostiene la necessità di aumentare massicciamente gli investimenti nell’efficienza energetica, nell’elettrificazione e nelle energie rinnovabili, rispettando i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali. Le sei più grandi multinazionali europee del petrolio e del gas – si legge in un comunicato – hanno registrato profitti combinati per 22 miliardi di dollari solo nel primo trimestre del 2026 – il totale trimestrale più alto dal 2022.

Un recente studio di Global Witness ha rilevato che le emissioni di carbonio derivanti dalla produzione delle compagnie petrolifere dell’Ue dall’Accordo di Parigi sono destinate a causare circa 1,5 trilioni di dollari di danni climatici globali. Per Lorna Gold, direttrice esecutiva del Movimento Laudato si’, “il riscaldamento globale causato dalle emissioni di combustibili fossili sta scatenando ondate di calore letali in tutta Europa, che non faranno che peggiorare se non agiamo. Eppure le soluzioni esistono, se i leader politici sono pronti a scegliere la via del coraggio, della pace e del bene comune”.

Alla leadership Ue vengono chieste quattro azioni immediate: un’eliminazione graduale, rapida e giusta dei combustibili fossili; una tassa permanente sugli extraprofitti delle compagnie di combustibili fossili per finanziare la transizione energetica; investimenti massicci in energia pulita e sufficienza energetica; infine, la finanza climatica nel bilancio dell’Ue.