Firenze
Domani a San Luca al Vingone il funerale di don Alessandro Rugi
Morto all'età di 84 anni, residente al Convitto Ecclesiastico, tornava spesso nella parrocchia di cui era stato parroco dal 1983 al 2019
La comunità parrocchiale di San Luca al Vingone (Scandicci) si riunisce martedì 27 ottobre alle 15 per il funerale di don Alessandro Rugi, parroco dal 1983 al 2019, morto all’età di 84 anni. Quanti lo hanno conosciuto sono invitati a unirsi alla famiglia e alla comunità per rendere grazie al Signore per il dono della sua vita e del suo lungo ministero sacerdotale.
La comunità di San Luca a Vingone, si legge sul sito della parrocchia, “rende grazie al Signore per don Alessandro Rugi: parroco. È questa la parola che egli desiderava fosse custodita anche sulla sua tomba, quasi a riassumere con semplicità la sua vocazione, la sua dedizione e il legame profondo con la gente affidata alle sue cure”.
Don Alessandro fu parroco di San Luca a Vingone dal settembre 1983 al 2019: “In quegli anni accompagnò la crescita della comunità, curando la liturgia, il canto e la vita pastorale; ebbe inoltre un ruolo determinante nella costruzione della nuova chiesa, consacrata il 9 marzo 1997. Ma il suo essere parroco non terminò semplicemente con la conclusione dell’incarico. Rimase padre e fratello per questa comunità, che egli sentiva profondamente come sua. La parrocchia lo ha ricordato come «inscindibilmente legato» alla comunità di Vingone e lo ha presentato anche come parroco onorario”.
Pur risiedendo al Convitto Ecclesiastico, don Alessandro fino allo scorso anno ha continuato, nella misura consentita dalle sue forze, a celebrare al Vingone la Messa domenicale delle ore 18. “Quella celebrazione – si legge sul sito parrocchiale – era diventata per molti un appuntamento prezioso: un luogo in cui ascoltare le sue omelie, profonde e concrete, capaci di illuminare la vita quotidiana con la luce del Vangelo. La comunità aveva scelto di custodire quella Messa proprio per sostenere il suo ministero e rispettarne i ritmi di salute. Don Alessandro sapeva parlare al cuore anche attraverso le sue riflessioni e le poesie che offriva alla comunità. Nelle sue parole fede e vita non erano mai separate: il dolore, la speranza, le relazioni, il tempo che passa e la gioia del Vangelo trovavano posto in un unico sguardo, semplice e intenso. Il sito parrocchiale conserva alcune sue omelie e numerosi suoi scritti. Oggi, mentre lo affidiamo alla misericordia del Padre, lo ricordiamo con gratitudine. Ringraziamo il Signore per il sacerdote che ci ha donato, per la sua fedeltà alla Messa, per la sua attenzione alle persone, per la chiesa costruita insieme alla comunità e per quella parola di fede che ha continuato a seminare fino agli ultimi tempi”.
Don Alessandro amava anche scrivere: meditazioni, racconti e ricordi personali venivano pubblicati regolarmente su “La Voce del Convitto”.
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