Lucca

E’ una lotta quotidiana per mantenere servizi soddisfacenti

Un Natale all’insegna della semplicità. Non solo per il clima di austerity che tutti viviamo ma anche per scelta.Questo emerge dalle parole di Alessandro Tambellini, Sindaco di Lucca da poco più di sei mesi, che abbiamo incontrato nel suo ufficio a Palazzo Orsetti. «Passerò il Natale come ogni anno» ci conferma «starò in famiglia, a casa con mia moglie e i miei tre figli. Perchè il Natale è un momento di intimità e sono sempre stato alla larga dalla frenesia e dai consumi. È un momento di serenità e di condivisione». Poi la memoria va agli anni dell’infanzia: «ho ricordi bellissimi del Natale, quando ero bambino. Eravamo una famiglia numerosa, ho ancora presente la lunga tavolata e l’enorme camino dove i miei zii si divertivano a far scendere noci e arance per noi più piccoli. La mia era una famiglia legata alla terra, all’agricoltura, e per Natale si sospendeva il lavoro. Molte serate, durante le festività, le condividevamo insieme con i vicini, in una indimenticabile semplicità».Ma veniamo all’oggi. Lei è Sindaco di Lucca. Pensa di stare affrontando questi primi mesi come se li immaginava in campagna elettorale? «Nessuno immaginava la piega che hanno preso gli avvenimenti nazionali, sia politici che economici. I tagli dello Stato agli Enti locali sono enormi. E al Comune però in questi momenti di crisi si chiede di più e si moltiplicano i bisogni cui deve rispondere. Un esempio: ho dovuto ridurre il trasporto pubblico e me ne dispiaccio, non volevo. Ma era insostenibile il debito pregresso. Lottiamo tutti quotidianamente per mantenere servizi soddisfacenti ed è dura. Durante la campagna elettorale avevamo consapevolezza di alcune difficoltà ma non di tutte quelle che ci stiamo trovando ad affrontare. Comunque ho fiducia che in città si percepisca il cambio del modo di operare rispetto alle precedenti amministrazioni: tentiamo di far di tutto affinchè questa istituzione, la più vicina ai cittadini, resti tale».A proposito, lei con la sua giunta, in queste ultime settimane si è incontrato con la popolazione in varie occasioni. Per spiegare la situazione difficile del Comune e per ascoltare le richieste dei cittadini. Che ara tira?«Questi incontri credo siano stati apprezzati: sono di fatto una novità dell’agire amministrativo del Comune e sono volti alla partecipazione e all’ascolto reciproco. Le richieste che vengono dalla gente sono più indirizzate ad interventi ordinari che spesso mancano o sono carenti ma che rendono migliore la qualità della vita. Ho avvertito un’aria di fiducia e voglia di partecipazione: spero che il nostro impegno non deluda».Giovani e lavoro. È possibile che un Sindaco possa far qualcosa?«Il Comune non ha competenze relative al lavoro, l’obiettivo è che le istituzioni tutte possano unire le loro forze, insieme al terzo settore e a tutti i soggetti che possono collaborare per rendere efficaci situazioni strutturali volte alla conservazione del lavoro e alla formazione di nuovo lavoro. Penso alla felice realtà del Polo Tecnologico dove nuove imprese possono trovare spazi per inventarsi».Spesso si sente dire che la città di Lucca o investe nella cultura o muore. Qualche anticipazione sul 2013?«Lucca è ed ha un patrimonio di grande rilevanza culturale, dobbiamo mettere in rete luoghi come musei, palazzi, archivi, biblioteche… creare sinergie tra pubblico e privato: ci stiamo provando. Lucca in particolare deve essere ancora di più la città della musica e non solo grazie ad un suo illustre figlio come Giacomo Puccini. Stiamo lavorando per collegare le realtà del settore musicale, in stretta collaborazione con il Boccherini. Già dal prossimo anno il Teatro del Giglio sarà ancora più centrale nella vita culturale. Poi non dimentichiamo che nel 2013 cade il cinquecentenario delle Mura urbane. L’Opera delle Mura ha approntato un intenso programma che si avvierà nel settembre dell’anno prossimo ed andrà avanti fino ai primi mesi del 2014. Ci piacerebbe dar vita anche ad alcune iniziative di manutenzione straordinaria del monumento».Come valuta la situazione politica nazionale?«Credo che al punto in cui siamo arrivati, prima arriviamo al voto e si dà un governo stabile al paese meglio è per tutti. E spero sia un governo di centrosinistra. Ora la situazione di disordine e incertezza crea altissimo danno al Paese. Appena iniziata la crisi del governo Monti la speculazione finanziaria è tornata a colpirci. Sembra di essere dentro un perfido gioco dell’oca, in cui si ritorna alle caselle iniziali vanificando i notevoli sacrifici fatti. E comunque sottolineo la notevole coesione sociale che hanno dimostrato gli italiani. Da noi non è successo come in altri stati europei. Ora però è imprescindibile che la classe dirigente tutta, e in particolare quella politica, interpreti i sentimenti degli italiani con senso civico profondo, prendendo sulle proprie spalle l’onere del cambiamento».Lei appoggerà qualcuno alle primarie indette dal suo partito, il Pd, per la creazione delle liste per Camera e Senato?«I tempi sono così stretti che al momento non ho intenzione di esprimermi in merito. Penso però che, come centrosinistra, dobbiamo avere rispetto di tutti coloro, e sono tanti, che attraverso lo strumento delle primarie dimostrano di essere cittadini attivi e interessati alla vita politica del Paese».