Toscana
Estate record per il caldo in Toscana: Legambiente chiede più coraggio sulle politiche climatiche
A inizio autunno Legambiente analizza i grafici del Consorzio Lamma sulla stagione estiva che si è appena conclusa, segnata da tanti record di anomalia termica
Un’estate destinata a lasciare il segno nella storia climatica della Toscana. Con l’arrivo dell’autunno, Legambiente Toscana fa il punto sulla stagione appena conclusa analizzando i grafici del Consorzio Lamma: i dati evidenziano nuovi record nelle anomalie delle temperature medie, minime e massime, oltre che nei picchi assoluti.
Nel corso dei tre mesi estivi si sono susseguite numerose ondate di calore, in un quadro europeo caratterizzato anche da anomalie nella mortalità registrata durante i periodi di temperature più elevate. Per un bilancio definitivo sarà necessario attendere le statistiche ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, una volta validati i dati provenienti dai sistemi sanitari nazionali dei diversi Paesi.
Per Legambiente, quanto accaduto rende ancora più urgente rafforzare le politiche pubbliche di contrasto alla crisi climatica, intervenendo contemporaneamente sul fronte dell’adattamento e su quello della mitigazione.
«Quello che per noi è di tutta evidenza è che la politica – tutta, indistintamente, di ogni livello e di ogni estrazione partitica – debba assumersi necessariamente la responsabilità di declinare azioni efficaci e urgenti su adattamento e mitigazione», dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana.
«Da questo punto di vista, non è accettabile riscontrare ancora l’afasia e l’inazione del MASE in ordine alla messa in opera del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, formalmente varato nel dicembre 2023 ma totalmente privo di fondi strutturali e dedicati. Come non è più ammissibile che l’occasione della pianificazione delle Aree Idonee allo sviluppo delle rinnovabili, tranne qualche lodevole eccezione, sia diventata il terreno di scontro privilegiato tra Stato e Regioni, pur di non far decollare la tanto attesa transizione».
Legambiente Toscana chiede dunque coerenza, coraggio e determinazione nelle scelte che dovranno accompagnare la transizione energetica e le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici.
Per l’associazione ambientalista, la principale leva di mitigazione del rischio climatico resta il progressivo superamento del modello energetico fondato sulle fonti fossili, sostituendolo con un sistema distribuito e fondato sulle energie rinnovabili.
Una trasformazione che, secondo Legambiente, non riguarda soltanto il clima. Ridurre la dipendenza da petrolio, gas e carbone significa infatti diminuire la vulnerabilità energetica e accelerare una transizione capace di coniugare tutela ambientale, autonomia energetica e giustizia sociale.
È quella che il Cigno Verde definisce una «rivoluzione gentile»: un cambiamento del modello energetico che, liberando progressivamente territori ed economie dalla dipendenza dalle fonti fossili, può contribuire anche alla costruzione della pace tra i popoli.






