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Dalla «Ghibellina» alle Vie Lauretane: il lavoro fatto e quello in programma

La Comunità Toscana il Pellegrino è impegnata fin dal 2008 al rilevamento delle vie storiche della Toscana. In un primo tempo ha collaborato con la Regione Toscana per il rilievo della Via Francigena, con la Provincia di Lucca per le vie di San Pellegrino e del Volto Santo e infine con i Comuni di Bagni di Romagna, Chiusi della Verna, Bibbiena e Subbiano per la Via Romea Germanica, operando con il rimborso delle sole spese sostenute.

La collaborazione con l’ente pubblico è però difficile perché l’approccio al problema è completamente diverso. L’ente pubblico parla di turismo e tutte le valutazioni sono fatte in questa ottica. Si dimentica che questi cammini sono pellegrinaggi religiosi, spirituali e più in generale culturali, percorsi con lentezza e consapevolezza, ma anche un impegno con se stessi a superare le difficoltà, a sopportare la fatica, a rendersi disponibili all’incontro con gli altri.

Per questo motivo ci stiamo impegnando a riscoprire percorsi nella natura per raggiungere borghi e paesi pieni di storia. Non ha senso sperare di ritrovare le vie medievali, perché a quel tempo esistevano fasci di sentieri che collegavano un borgo all’altro e di volta in volta si sceglieva il percorso più sicuro ed con una migliore percorribilità. Anche noi infatti scegliamo percorsi più sicuri e possibilmente già individuati dal Cai o dagli enti locali che, collegati fra loro, ci conducono di borgo in borgo per raggiungere la meta. L’aspetto culturale è l’impegno più difficile, che non possiamo soddisfare da soli perché occorrono specialisti in storia medievale e storia dell’arte. L’ambizione è quella di conoscere gli eventi storici significativi occorsi sulla via, correlarli con la storia del territorio, quindi con quella della città, della regione, dell’Italia e dell’Europa, il tutto in modo sintetico e comprensibile ma soprattutto scientificamente esatto.

Abbiamo così rilevato la Via Ghibellina che unisce Firenze a Poppi passando da Rignano, Vallombrosa, Montemignaio, Strada, Poppi; la Via Romea per Perugia da Poppi per La Verna, Anghiari, Monterchi, Monte santa Maria, Umbertide e Perugia per collegarsi al cammino di Francesco per Assisi o alla Via Amerina che porta a Roma. La Rete degli itinerari culturali si completa con la Via Pisana che collega Firenze a San Miniato, la via Antica Lauretana che collega Camucia a San Quirico e quindi la via Romea Germanica che conduce alla via Francigena. Stiamo ora iniziando il rilievo dalla Via Lauretana Fiorentina da Firenze a Camucia con le indicazioni di Divo Savelli. Nello schema degli itinerari culturali toscani sono visualizzati sia i nuovi percorsi rilevati che quelli rilevati da altre associazioni o enti.

L’altro aspetto importante è la valorizzazione delle attività economiche (bar, ristoranti, alimentari, ricettività ecc.) che si incontrano sulla via una volta tracciata, senza allontanarsi dal percorso per raggiungerle. Si tratta infatti di itinerari da percorrere a piedi ed il viandante, con molti chilometri nelle gambe, non è disposto ad effettuare deviazioni non strettamente necessarie. La segnalazione dei percorsi è affidata a frecce di colore arancione per la direzione sud e est e di colore giallo per direzione nord ed ovest. Il logo degli itinerari è rappresentato dalla riproduzione di un bronzo del XII secolo, conservato nel museo del Bargello che rappresenta un viandante medioevale.

Come si può vedere nello schema tutti questi itinerari si intersecano con le vie ufficiali curate dagli enti pubblici, la Via Francigena e la Via Romea Germanica, e offrono al pellegrino o al viandante alternative che permettono di raggiungere le mete desiderate. Quindi una collaborazione con l’ente pubblico sarebbe augurabile, con il riconoscimento della validità professionale dei rappresentanti delle associazioni per la grande esperienza maturata nel percorrere gli itinerari culturali europei. Se però questa disponibilità dovesse mancare, continueremo il nostro lavoro con passione e dedizione unendo le nostre forze.

Guarda l’intervista video con Franco Alessandri