Cultura & Società
Firenze, gli scavi per la tramvia riportano alla luce un tratto delle mura medievali
Riaffiorano le fortificazioni medievali: scoperti un ponte del Trecento e l'antiporta di Porta alla Croce
I lavori per la realizzazione della tramvia continuano a regalare importanti scoperte archeologiche nel cuore di Firenze. Gli scavi per la posa dei binari in piazza Beccaria hanno riportato alla luce un nuovo tratto della cerchia muraria medievale, insieme a strutture difensive legate all’antica Porta alla Croce, offrendo nuovi elementi per ricostruire il sistema difensivo della città tra il XIII e il XIV secolo.
Le indagini, eseguite dalla Cooperativa Archeologia sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, rappresentano la prosecuzione delle scoperte emerse tra dicembre 2025 e gennaio 2026 durante i lavori dell’acquedotto.
«Si conferma quanto ci aspettavamo dopo i ritrovamenti dello scorso inverno», spiegano la soprintendente Antonella Ranaldi e l’archeologo Michele Bueno. Se nei mesi scorsi era emersa un’arcata del ponte che attraversava il fossato cittadino, gli scavi attuali hanno portato alla luce anche la seconda arcata, confermando l’esistenza dell’antico ponte medievale che conduceva alla Porta alla Croce lungo la via Aretina.
Il complesso faceva parte delle mura arnolfiane costruite alla fine del Duecento: un articolato sistema difensivo composto da mura, porte urbane, un fossato largo circa 20 metri, ponti di accesso e una strada interna di ronda. Il ponte principale, datato al 1321, è ancora oggi in parte conservato all’interno della grande condotta fognaria realizzata da Giuseppe Poggi nell’Ottocento.
Tra le novità più significative emerse dagli scavi figura anche la conferma dell’esistenza dell’antiporta, una struttura collocata davanti all’ingresso della città. Gli archeologi hanno individuato un grande ambiente costruito sopra due arcate in pietra, addossato alle mura e già rappresentato nella pianta del Bonsignori del 1584.
La funzione originaria dell’edificio resta ancora oggetto di studio. Secondo gli esperti potrebbe aver avuto una funzione militare, rafforzando il controllo dell’accesso cittadino, oppure amministrativa, ospitando la riscossione delle gabelle sulle merci in ingresso. È invece documentato che nell’Ottocento veniva utilizzato come “reclusorio delle bestie”, in relazione al mercato del bestiame che si svolgeva davanti alla porta.
Gli studiosi avanzano anche un’affascinante ipotesi storica. In mancanza di documenti certi, non si esclude che il rifacimento dell’antiporta possa risalire agli anni in cui Giotto, nominato nel 1334 magister et gubernator delle opere pubbliche del Comune di Firenze, sovrintendeva anche al completamento delle fortificazioni cittadine. Una suggestione che dovrà essere verificata attraverso ulteriori indagini archeologiche e documentarie.
La Soprintendenza precisa che i ritrovamenti non rallenteranno il cantiere della tramvia. Le strutture saranno infatti ricoperte nei prossimi giorni per consentire la prosecuzione dei lavori. Prima della ricopertura, però, sarà organizzata una giornata di visite aperte ai cittadini, offrendo l’opportunità di osservare da vicino uno dei più importanti ritrovamenti archeologici degli ultimi anni lungo i viali di circonvallazione.
«Questi scavi – sottolinea la soprintendente Ranaldi – rappresentano un’occasione preziosa per approfondire la conoscenza del sistema difensivo della Firenze comunale, da Arnolfo di Cambio fino agli interventi di Giuseppe Poggi per Firenze Capitale, senza interferire con il cronoprogramma della tramvia».





