Papa Leone XIV
Papa: ai nuovi sacerdoti, “tenete aperta porta della Chiesa”
Durante la messa a San Pietro questa mattina il Santo padre ha ordinato dieci nuovi sacerdoti, di cui otto della diocesi di Roma
Nella solennità della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, Leone XIV ha ordinato dieci nuovi sacerdoti nella Basilica di San Pietro, al termine di una celebrazione intensa e partecipata da migliaia di fedeli. Un momento carico di emozione, segnato dai volti commossi degli ordinandi e dalla consapevolezza di una scelta che nasce da una chiamata profonda. A riferirlo è Vatican News.
Al centro dell’omelia, il richiamo a una Chiesa aperta e capace di incontrare il mondo. Il Papa ha invitato i nuovi presbiteri a non chiudersi in spazi protetti, ma a vivere il loro ministero come un continuo movimento verso gli altri: «Siete di tutti e per tutti», ha ricordato, esortandoli a lasciare sempre accessibile la “porta” della comunità ecclesiale.
Il riferimento al Vangelo di Vangelo di Giovanni, in cui Cristo si presenta come “porta delle pecore”, ha guidato una riflessione sulla missione sacerdotale come servizio e accoglienza. Non una funzione da esercitare dall’alto, ma una presenza viva tra le persone, capace di intercettare domande, fragilità e speranze. «Uscite, incontrate la cultura, la gente, la vita», è stato l’invito diretto del Pontefice.
Nel suo discorso, Leone XIV ha sottolineato anche la necessità di affrontare senza timore le difficoltà del presente, segnato da una crescente distanza tra molti e la Chiesa. La risposta, ha spiegato, non sta nel rafforzare strutture o ruoli, ma nel testimoniare una fede autentica: la sicurezza del sacerdote non deriva dall’incarico, bensì dalla relazione con Cristo e dalla partecipazione alla storia di salvezza del popolo di Dio.
Ampio spazio è stato dedicato al significato umano e spirituale del sacerdozio, definito come un «modo difficile di amare e di lasciarsi amare nella libertà». Un percorso che, nelle parole del Papa, può rendere i preti non solo guide spirituali, ma anche cittadini responsabili, capaci di costruire pace e relazioni sociali autentiche.
Nel rito di ordinazione, tra i più suggestivi della tradizione cattolica, i candidati hanno manifestato pubblicamente il loro impegno: dalla proclamazione del Vangelo alla celebrazione dei sacramenti, fino alla promessa di obbedienza. Momenti simbolici come l’imposizione delle mani e l’unzione con il crisma hanno segnato il loro ingresso nel ministero.
A conclusione della celebrazione, il Pontefice ha ribadito un’immagine chiave: quella della Chiesa come spazio aperto e dinamico, in cui si entra e si esce liberamente, senza costrizioni. «Siate un canale, non un filtro», ha detto ai nuovi sacerdoti, invitandoli a favorire l’incontro tra Dio e l’umanità senza ostacoli né barriere.
Un messaggio che guarda al futuro, ma che affonda le radici in una visione precisa: comunità vive, capaci di accogliere anche chi si è allontanato, e sacerdoti pronti a camminare accanto alle persone, come compagni di viaggio.
a
