Cultura & Società

“L’orologio cinese di Turandot”: Puccini inedito tra Firenze e Capalbio

Il libro di Maurizio Sessa, che verrà presentato in anteprima il 28 aprile in Palazzo Vecchio a Firenze, ricostruisce la genesi ancora poco esplorata di Turandot, riportando alla luce uno spartito inedito di Puccini e nuova documentazione. Offre inoltre uno sguardo sulla Firenze del primo dopoguerra, evidenziandone il contesto culturale e storico

Il compositore Giacomo Puccini

Nel 1919, nel piano della sua carriera internazionale, il compositore Giacomo Puccini soggiorna a Firenze per alcune settimane per l’allestimento del Trittico in programma al Teatro della Pergola. È datato 13 maggio 1919 l’invito a un appuntamento in suo onore presso la “Società Leonardo da Vinci”, fervente cenacolo di intellettuali fiorentini di respiro cosmopolita. In quell’occasione Puccini dona un foglio musicale a un uomo di mare, l’ammiraglio livornese a riposo Ulisse Olinto Cecconi, fratello del pittore-cacciatore post macchiaiolo Eugenio Cecconi. Non è però solo un modo di cedere alle richieste degli ammiratori: stavolta Puccini dona 16 battute tratte da una canzone cinese che deve aver ascoltato da un orologio cinese. A piè di pagina due coordinate geografiche e temporali: «Lo scritto, è del 18… a Capalbio» «Io a Firenze il 13 maggio 1919 alla “Leonardo”».

Dal ritrovamento di questo prezioso documento inedito si dipana il libro di Maurizio Sessa, L’orologio cinese di Turandot. Lo spartito inedito di Puccini tra Firenze e Capalbio, la cui uscita per la casa editrice Medicea di Firenze è prevista per primi di aprile 2026, alla vigilia del centenario della prima assoluta di Turandot, come è noto eseguita postuma (Puccini era venuto a mancare il 29 novembre 1924 in una clinica di Bruxelles) al Teatro della Scala sotto la direzione di Arturo Toscanini il 25 aprile 1926.

Il libro verrà presentato in anteprima martedì 28 aprile alle ore 12, nella Sala D’arme di Palazzo Vecchio a Firenze. Oltre all’autore, interverranno Giovanni Bettarini, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Ladislau Petru Horvath, già Primo violini del Maggio Musicale Fiorentino e Pierandrea Vanni, giornalista

Il libro sposta indietro le lancette per quanto riguarda la genesi dell’opera incompiuta, ancora tutta da studiare. Inoltre presenta, sempre alla luce di una documentazione in gran parte inedita, comprendente un ricco e variegato apparato fotografico, anche uno spaccato culturale della Firenze all’indomani della Prima guerra mondiale. Un periodo gravido di conseguenze per l’intera nazione.