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MEETING DI RIMINI, SULLA CONOSCENZA LA XXX EDIZIONE IN PROGRAMMA A RIMINI DAL 23 AL 29 AGOSTO

“La conoscenza non è l’esito di ragionamenti o deduzioni, ma un avvenimento, un qualcosa di nuovo che ti trovi davanti, ti sfida e ti consente di progredire”. Lo ha detto ieri sera a Roma Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione “Meeting per l’amicizia fra i popoli”, spiegando la scelta del tema della XXX edizione del Meeting “La conoscenza è sempre un avvenimento”, in programma a Rimini dal 23 al 29 agosto. Durante l’incontro, ospitato dall’Ambasciata italiana presso la Santa Sede, Guarnieri ha rilevato che “in un clima di preoccupante incertezza e diffusa sfiducia verso il futuro” si avverte “l’urgenza di riportare al centro del dibattito la dinamica attraverso cui l’uomo conosce il reale”. Facendo proprie le parole del filosofo francese Emmanuel Mounier, ha quindi sottolineato l’importanza che “la verità non si cristallizzi in dottrina ma continui a nascere dalla carne”. In occasione del suo trentennale, quest’anno il Meeting è stato presentato, a partire da maggio, anche all’estero: a Parigi presso la sede dell’Unesco; a Washington, presso l’Ambasciata italiana, e a Rio de Janeiro, San Paulo e Salvator de Bahia. Tra i “testimoni” dell’edizione 2009, l’arcivescovo di Madrid, card. Antonio Maria Rouco VarelaRémi BragueCesare Mazzolari, vescovo di Rumbek (Sudan) e il filosofo e intellettuale Fabrice Hadjadj.“L’Afghanistan e il Pakistan hanno bisogno di pace e sicurezza e questo sarà uno dei punti centrali del G8 dei ministri degli Esteri di Trieste di fine mese”. Lo ha detto il titolare della Farnesina, Franco Frattini, intervenuto ieri sera a Roma alla presentazione della XXX edizione del Meeting di Rimini per l’amicizia dei popoli. Tre, per il ministro degli Esteri, le priorità della presidenza italiana del G8: contribuire al processo di pace in Medio Oriente; sostenere lo sviluppo dell’Africa e contribuire al processo di stabilizzazione di Afghanistan e Pakistan. Frattini ha ribadito la necessità al riguardo di un ruolo dell’Ue “finora scarsamente coordinata e a volte riluttante”. Richiamando il viaggio del Papa in Terrasanta e il discorso del presidente Obama al Cairo, il ministro li ha definiti “due esempi di dialogo” cui ispirarsi perché “la politica della mano tesa è l’unica opzione possibile con la sola limitazione della non negoziabilità di valori assoluti come il rifiuto della violenza”. Alla vigila della conclusione dell’Anno Paolino, Bernard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere, ha richiamato la figura dell’Apostolo delle genti, precursore di “una cultura cristiana che ha sprigionato la ragione e ha permesso significativi percorsi di conoscenza”. Lavoro, welfare, urbanistica, energia e scuola, ha concluso, “le sfide quest’anno al centro del Meeting”.Sir