Papa Leone XIV
Papa: “Attenzione ai ladri che rubano vita e futuro di pace”
Al Regina Caeli Leone XIV ha messo in guardia da idee, pregiudizi e stili di vita che alimentano il male. Al termine della preghiera mariana il Pontefice ha ricordato la tragedia di Chernobyl
Un invito alla vigilanza e al discernimento arriva da Papa Leone XIV durante il Regina Caeli, con un’immagine forte: quella dei “ladri” che entrano nel cuore umano per rubare vita, libertà e dignità. Commentando il Vangelo di Vangelo di Giovanni, il Pontefice ha indicato Cristo come il Buon Pastore che guida e custodisce, contrapponendolo a chi invece distrugge e inganna. A riferirlo è Vatican News.
Dalla finestra del Palazzo Apostolico, al termine della celebrazione nella Basilica di San Pietro per l’ordinazione di dieci nuovi sacerdoti, il Papa ha spiegato che questi “ladri” non sono solo persone, ma anche realtà più sottili e diffuse.
Si tratta, ha detto, di idee e pregiudizi che deformano lo sguardo sulla vita, di stili improntati al consumismo e all’egoismo che svuotano interiormente, di convinzioni che portano a scelte sbagliate. “Sottraggono con l’inganno la gioia e la libertà, feriscono la dignità”, ha sottolineato.
Al contrario, Cristo – ha ricordato il Pontefice – “non viene a rubare la nostra vita, ma a donarla in abbondanza”, offrendo una felicità piena e duratura. Un legame, quello tra il Pastore e le sue pecore, fatto di conoscenza, cura e misericordia: una relazione che non opprime, ma illumina e libera.
Forte anche il richiamo alla responsabilità collettiva. Tra i “ladri” più pericolosi, il Papa ha indicato coloro che saccheggiano le risorse della terra, alimentano conflitti e guerre sanguinose, compromettendo il futuro dell’umanità.
“Rubano a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità”, ha ammonito.
Da qui l’invito finale: fidarsi del Buon Pastore e vigilare su ciò che entra nel proprio cuore, perché – ha concluso – ciò che accogliamo può far crescere la gioia oppure spegnerla.
Nel 40° anniversario di Chernobyl il monito del Pontefice: “Discernimento e responsabilità a tutti i livelli”
A quarant’anni dal disastro di Disastro di Chernobyl, torna forte il richiamo del Papa alla responsabilità globale sull’uso dell’energia nucleare. Al termine della preghiera mariana, il Pontefice ha ricordato una delle tragedie più gravi della storia contemporanea, invitando la comunità internazionale a non abbassare la guardia sui rischi legati alle tecnologie atomiche.
Era l’1,23 del 26 aprile 1986 quando l’esplosione del reattore numero 4 della centrale di Centrale nucleare di Chernobyl, nei pressi di Kiev, sprigionò una nube radioattiva destinata a diffondersi in gran parte d’Europa. Le conseguenze furono devastanti: vaste aree contaminate tra Ucraina, Bielorussia e Russia, migliaia di evacuati e territori ancora oggi inabitabili.
Nel suo intervento, il Papa ha affidato “alla misericordia di Dio le vittime e quanti ne soffrono ancora le conseguenze”, sottolineando come Chernobyl resti un monito permanente per l’umanità. Una tragedia che ha segnato profondamente la coscienza collettiva, anche per gli effetti a lungo termine sulla salute e per le gravi malformazioni registrate nelle generazioni successive.
Il richiamo del Pontefice si inserisce in un contesto internazionale segnato da nuove tensioni. Dall’escalation in Medio Oriente al fronte ucraino, con le preoccupazioni legate alla sicurezza dell’impianto di Centrale nucleare di Zaporizhzhia, il rischio nucleare torna al centro del dibattito globale.
“Auspico che a tutti i livelli decisionali prevalgano sempre discernimento e responsabilità – ha affermato – perché ogni impiego dell’energia atomica sia al servizio della vita e della pace”.
