Pisa

Pisa, chiesa della Spina: la cerimonia di riapertura dopo i lavori di restauro

Conclusi i lavori sulla chiesa del Lungarno Gambacorti. Restaurati i portoni, le vetrate artistiche e le superfici marmoree esterne, grazie al contributo della Fondazione Pisa, del Comune e dell’Inner Wheel Club

Questa mattina cerimonia di riapertura della chiesa di Santa Maria della Spina, sul Lungarno Gambacorti a Pisa, a conclusione dei lavori di restauro avviati nel marzo scorso. Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Pisa Michele Conti , il vicesindaco e assessore alla cultura Filippo Bedini , il presidente della Fondazione Pisa Stefano Del Corso , l’arciprete della Cattedrale monsignor Giuliano Catarsi , la presidente dell’Inner Wheel Club Pisa Franca Carmela Paola Zita Mazzeo e la past president Isabella Fanti Latella.

Il progetto ha previsto un investimento complessivo di 175mila euro, di cui 115mila finanziati dalla Fondazione Pisa e la restante parte con risorse comunali. Un importante contributo è arrivato anche dall’Inner Wheel Club Pisa che, attraverso una raccolta fondi, ha sostenuto il recupero dei portoni in legno della chiesa. I lavori hanno compreso anche il restauro delle vetrate artistiche e la pulitura delle superfici marmoree esterne.

«Grazie alla collaborazione con la Fondazione Pisa e al contributo dell’Inner Wheel Club Pisa – dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti – siamo riusciti a realizzare un intervento importante per la conservazione e la valorizzazione di uno dei gioielli più preziosi del patrimonio storico e artistico della nostra città. Il restauro della chiesa di Santa Maria della Spina consente di preservare un monumento di straordinaria bellezza e di metterne nuovamente in risalto le caratteristiche architettoniche. Valorizzare il patrimonio storico significa anche saperlo illuminare, in senso concreto e simbolico. Per questo il Comune di Pisa ha investito 7,7 milioni di euro nel rinnovamento dell’intera rete di illuminazione pubblica cittadina, prevedendo interventi specifici dedicati ad alcuni dei luoghi più belli e rappresentativi della città. Tra questi c’è proprio Santa Maria della Spina, oltre a piazza dei Cavalieri, alle Mura di Pisa, ai Lungarni e ad altri edifici e luoghi del centro storico. L’obiettivo è utilizzare la luce per esaltare le caratteristiche architettoniche dei nostri monumenti, migliorandone la visibilità e la fruizione anche nelle ore serali. Un impegno che unisce la cura del patrimonio storico alla qualità degli spazi urbani e contribuisce a valorizzare l’identità e la bellezza di Pisa».

Nel corso della cerimonia è stato inoltre presentato il video “Santa Maria della Spina. La Chiesa invisibile”, ideato, diretto e coordinato da Massimo Gasperini, che ha curato anche il rilevamento architettonico e la realizzazione dei modelli architettonici e urbani. Il progetto si avvale dei modelli 3D ricostruttivi e delle animazioni in computer grafica di Stefano Bertelli , delle riprese e del montaggio di Francesco Cappello , dell’approfondimento sulla teoria del Fibonacci a cura di Marco Guerrazzi e della consulenza iconografica e storico-artistica di Mariagiulia Burresi . Il video sarà proiettato sul monitor presente all’interno della chiesa, offrendo ai visitatori un ulteriore strumento per conoscere la storia, l’evoluzione architettonica e il valore artistico di questo gioiello del patrimonio pisano.

I due portoni di ingresso e i due portoni laterali sono stati sottoposti a restauro, mediante analisi dei materiali e lavorazioni specifiche per la conservazione del legno, con l’applicazione di finiture protettive in grado di migliorarne la resistenza agli agenti atmosferici, mantenendone l’aspetto naturale. Sono state restaurate anche le vetrate artistiche, elementi fondamentali per l’illuminazione e l’atmosfera interna della chiesa, che presentavano danni dovuti al tempo e agli agenti esterni. L’intervento ha compreso la risigillatura degli infissi, interessati da fessure e distacchi, e la sostituzione di alcuni elementi vitrei rotti.
Una parte significativa dei lavori ha riguardato la pulitura del paramento lapideo esterno in marmo, con tecniche non invasive e l’utilizzo di acqua demineralizzata e materiali chimici biodinamici, per rimuovere depositi e incrostazioni senza alterare le superfici e le venature naturali del marmo. Le operazioni di pulitura e stuccatura hanno interessato in particolare il lato est della chiesa, comprese le tre guglie e il timpano retrostante. Si è inoltre proceduto alla riadesione di scaglie, frammenti e lastre delle cuspidi, all’imperniaggio e alla revisione di tutti i sistemi di ancoraggio degli elementi scultorei, alle stuccature e microstuccature e al trattamento delle parti metalliche.

Fotoservizio di Gerardo Teta