Cultura & Società
Prato, Oikonomia 2026: riflettere su economia, religioni e pace
Dal 13 al 15 novembre, a San Leonardo al Palco, studiosi, economisti, rappresentanti delle diverse fedi, giornalisti e artisti si confronteranno sul rapporto tra pace e conflitto
Come possono l’economia e le religioni diventare strumenti di pace anziché alimentare disuguaglianze e conflitti? E quale ruolo hanno le relazioni, l’empatia e la dimensione interiore nella costruzione di una società capace di convivere con le differenze? Sono le domande al centro di Oikonomia – Il Festival 2026, in programma dal 13 al 15 novembre a San Leonardo al Palco, a Prato.
Il tema scelto per questa edizione, Le ragioni e le religioni della pace e della guerra, sarà affrontato attraverso tre giornate di incontri che metteranno a confronto economisti, neuroscienziati, esponenti delle tradizioni religiose, giornalisti, imprenditori e artisti.
Tra gli ospiti Giacomo Rizzolatti, che parlerà di neuroscienze ed empatia, Luigino Bruni, Giovanna Melandri e Mauro Del Barba, per un confronto su economia civile, responsabilità sociale e bene comune. Spazio anche all’esperienza del Gruppo Cooperativo Goel, impegnato nel riscatto sociale ed economico della Calabria, con il presidente Vincenzo Linarello e l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano Giovanni Checchinato.
A confrontarsi sul dialogo tra le religioni saranno monsignor Antonio Staglianò, Enrico Fink e il teologo musulmano Adnane Mokrani. Domenica 15 novembre, alle 15.15, l’incontro Generare figli per la guerra? Religioni e pace dal lato materno e femminile darà voce a Nadia Toschi Vespasiani, Shulamit Furstenberg Levi e Haifa Alsakkaf.
Il punto anche sui conflitti e le giustificazioni religiose della guerra con il giornalista Nello Scavo e il filosofo Tommaso Greco, quello sul linguaggio della nonviolenza con il vignettista Mauro Biani e Mao Valpiana, e una riflessione sul perdono dopo la violenza e il terrorismo con Ruggero Cappuccio e Arrigo Cavallina.
Accanto agli incontri, il programma propone laboratori di meditazione, yoga e pratiche corporee, oltre a momenti dedicati all’arte e alla musica.
Le tre giornate di Prato seguono l’appuntamento di Capannori e il simposio di Lucca. Un’occasione per riflettere sulla pace non soltanto come assenza di guerra, ma come pratica quotidiana che coinvolge economia, cultura, spiritualità e capacità di riconoscere nell’altro una persona con cui costruire un futuro comune.
