Cultura & Società

Badia fiorentina, madri per la pace. E Noa canta La Pira

Re-Imagine Peace, alla Badia fiorentina le fondatrici di Parents Circle, madri israeliane e palestinesi che hanno perso i figli

La seconda giornata di Re-Imagine Peace, il festival di musica e religioni in corso a Firenze, si è aperta alla Badia Fiorentina con la toccante testimonianza di Bushra Awad e Robi Damelin , due madri — una palestinese e una israeliana — che hanno perso i propri cari nel conflitto e, dal profondo del loro dolore, hanno scelto la vita, la riconciliazione e la pace. Bushra e Robi fanno parte de il Parents Circle – Families Forum, un’organizzazione che riunisce circa 850 famiglie israeliane e palestinesi colpite dal lutto.

Ad intervistarle la professoressa Claudia Mazzucato, che ha chiesto loro di raccontare come dal dolore sono riuscite a costruire un’esperienza di incontro e condivisione. “Bisogna ascoltare l’altro, anche quando non si è d’accordo con lui” il loro insegnamento: riconoscere l’umanità nella persona che si ha davanti. Quando suo figlio è stato ucciso per mano di un palestinese, ha raccontato Robi, ha detto subito: “nessuno deve essere ucciso nel nome di mio figlio”.

La mattina è stata aperta da un salmo intonato dai monaci e le monache delle Fraternità Monastiche di Gerusalemme, che abitano quotidianamente la Badia. Quindi una performance musicale di Noa, che ha interpretato musicalmente un testo (scritto da Riccardo Bigi) ispirato al discorso che Giorgio La Pira tenne alla Croce Rossa di Ginevra nel 1954, parlando a nome delle città ferite dalle bombe, che non vogliono essere uccise: “La guerra è impossibile, la pace inevitabile”. A rendere vivo il pensiero di La Pira, anche l’intervento di Patrizia Giunti, presidente della Fondazione La Pira che custodisce la memoria e il messaggio del “sindaco santo”.

La Badia Fiorentina è stata quindi avvolta dalle musiche dell’artista internazionale Zohar Fresco, musicista capace di creare suoni sacri e atmosfere sospese, intense, quasi sublimi.

 “Viviamo in un mondo polarizzato dove il nemico fa paura e il nemico è la deumanizzazione – ha affermato la cantante Noa, interrogata dai giornalisti sulle critiche rivolte al festival -. Non conosco l’altro e allora non lo vedo, non ascolti le sue storie, non conosci il suo dolore: allora è molto facile deumanizzare e da qui la strada verso la violenza è molto corta. In questo festival ci sono persone con posizioni radicali, con cui non sono d’accordo: ma io ascolto, rispetto e trovo un posto comune. Ogni persona – dai giornalisti, ai politici – ha la responsabilità di fare qualcosa. Non si può dire che è finito il mondo: noi abbiamo la possibilità di cambiare il mondo, dobbiamo iniziare oggi”. 

Per la sindaca Sara Funaro, anche lei presente,  “Sono giornate di riflessioni, di dibattito con visioni e pensieri diversi l’uno dall’altro e momenti toccanti. Questo è uno dei luoghi speciali della nostra città, la Badia fiorentina, che è simbolo da sempre di solidarietà, di attenzione agli ultimi e di attenzione ai messaggi di pace”.

La giornata prosegue con incontri, letture e proiezioni di film tra il cinema Astra e il Teatro Nazionale. Domenica alle 20 il gran finale, con il concerto all’anfiteatro delle Cascine al quale sarà presente il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme.