Toscana

Rondine e Agesci, alleanza per la pace

Siglato questa mattina, in apertura del YouTopic Fest 2026, un patto educativo che unisce i giovani, mettendo in dialogo il Metodo Rondine con il metodo Scout per creare percorsi condivisi

Un’alleanza educativa nel segno della pace, del dialogo e dell’impegno giovanile. È stato firmato questa mattina a Rondine – Cittadella della pace – il protocollo di collaborazione tra Rondine e Agesci, con l’obiettivo di promuovere percorsi condivisi rivolti ai giovani e alle comunità educative, mettendo in dialogo il Metodo Rondine e il metodo scout. La firma è arrivata questa mattina, in apertura del YouTopic Fest 2026: a siglare il quadro di collaborazione sono stati rappresentanti dell’Agesci, e per Rondine, il suo fondatore, Franco Vaccari. Presente anche il vescovo di Arezzo, mons. Andrea Migliavacca.

L’intesa, si legge nel  documento, punta a “promuovere la cultura della pace, del dialogo e della nonviolenza come pratiche educative vissute”, ma anche a “sostenere percorsi di crescita personale e comunitaria fondati su responsabilità, servizio e corresponsabilità” e a “valorizzare esperienze educative orientate alla cittadinanza attiva”. Al centro, inoltre, il desiderio di “favorire il dialogo e l’incontro tra il Metodo Rondine e il metodo educativo scout, nel rispetto delle identità”.

Gli ambiti di collaborazione sono molteplici: dai percorsi educativi rivolti a scuole e giovani – come il Quarto Anno Rondine e la diffusione delle Sezioni Rondine nei territori – ai campus residenziali e alle esperienze di volontariato, fino agli eventi pubblici come lo YouTopic Fest e ad attività di formazione per capi ed educatori. Un lavoro comune che intende rafforzare la dimensione comunitaria, il servizio e la responsabilità condivisa, anche in chiave internazionale.

Per Arianna Benedetti, scout del gruppo Arezzo 2, che vive l’esperienza di Rondine, il cuore dell’intesa sta nell’incontro tra due esperienze educative affini. Spiega al Sir: “Principalmente risiede nell’unione di valori che racchiudono sia il metodo Rondine sia quello scout: il linguaggio della non violenza, atteggiamenti di pace, la partecipazione giovanile e la cittadinanza attiva. Questi sono i valori che si uniscono e poi convergono in attività condivise”. Tra le prime iniziative concrete, aggiunge la giovane scout, l’organizzazione di campi e momenti formativi: “Io faccio parte dello staff che tra due settimane terrà un campo di competenza ‘cittadino del mondo’ qui a Rondine: sicuramente inizierà a essere sempre più frequentata”, spiega. I percorsi saranno rivolti in particolare ai giovani scout, “tra esploratori e R/S, ma con la prospettiva di coinvolgere anche altre fasce d’età e momenti come gli YouTopic”. L’obiettivo, conclude, è “costruire ponti tra realtà diverse ma profondamente affini e cercare di unire queste due realtà diverse, ma che in realtà sono molto simili nei valori fondanti che accomunano il metodo scout e quello di Rondine”. Un accordo, dunque, che guarda ai giovani come protagonisti e alla pace come pratica concreta da vivere, imparare e diffondere nei territori.