Lucca

Strage Camaiore, Giulietti: «La vita è sempre inviolabile»

L’arcivescovo di Lucca esprime cordoglio e vicinanza alla comunità, invita alla preghiera per le vittime e richiama il valore sacro di ogni esistenza: «Nessun disagio o sofferenza può giustificare la violenza»

“Quanto accaduto ieri a Camaiore ci lascia attoniti: le vite di una madre e di suo figlio sono state spezzate in modo folle e drammatico, in un contesto familiare segnato da un profondo disagio. Gli accertamenti in corso da parte della magistratura chiariranno le ragioni di questo sconsiderato gesto del marito e padre”, interviene così l’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti sulla strage in famiglia maturata per dissidi e insoddisfazioni. Piero Moriconi, 63 anni, ha ucciso a colpi di fucile il figlio Mirko, 24 anni, e la moglie Kathy Andreoni, 52 anni. Il duplice omicidio si è consumato a Pieve di Camaiore in Versilia.

“Davanti a una ferita così profonda, mi unisco al lutto dell’intera comunità, confermo la mia personale vicinanza a tutta la cittadinanza e in particolare a chi, più di ogni altro, è toccato da questo immenso dolore”, continua l’arcivescovo.

“Invito tutti al silenzio raccolto della preghiera. Affidiamo Kety e Mirko alla misericordia di Dio, certi che la morte non ha mai l’ultima parola sulla vita. In questo momento di umano smarrimento, e vista l’eco che questa tragedia ha avuto fin da subito, desidero tuttavia rimarcare come l’esistenza umana sia sempre inviolabile. Non esistono sogni o desideri, scelte personali o idee, preoccupazioni o disagi che possano giustificare azioni violente e, come in questo caso, omicide. Ogni vita ha la dignità che è data ai figli di Dio e va preservata, protetta e custodita ogni singolo giorno. Ravviviamo pertanto una vicinanza vera e operosa verso chi viene messo ai margini, ai più fragili, a chi soffre. Anche così possiamo coltivare la speranza per una società più umana, fraterna e giusta” conclude Giulietti.