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VIE DI PACE: FRANCO VACCARI (RONDINE), UNA SFIDA DA LANCIARE ALL’UNIVERSITA’

(Assisi) Come costruire nelle università percorsi di educazione alla pace alla luce dell’esperienza “Venti di pace in Caucaso”. E’ stato il tema del secondo incontro di “Piazze di maggio 2010: Viedipace”, itinerario di riflessione promosso dall’associazione “Rondine Cittadella della Pace” che stamattina si è spostato all’”Università degli Studi di Perugia”. Nato durante il conflitto Russo-ceceno dal sogno di un gruppo di giovani dello studentato internazionale dell’associazione, “Il progetto Venti di pace in Caucaso” ha portato all’elaborazione di un documento di 14 punti per realizzare la pace nell’area, costituendo un esempio di “diplomazia popolare” che mira a risolvere i conflitti partendo direttamente dai giovani e dalla società civile. “L’obiettivo adesso è coinvolgere le università, affinché, la via di pace che questi ragazzi hanno sperimentato possa essere studiata e accolta dal mondo accademico”: così ha spiegato il presidente di “Rondine”, Franco Vaccari. “Oggi – ha aggiunto – ci troviamo in un mondo in cui l’unico sogno possibile è quello individuale. Ma la possibilità di stare in pace, arriva solo da un sogno collettivo, dove le differenze trovano un’armonia e sperimentano una convivenza concreta”. E’ questa “la sfida da lanciare alle università”. Per sensibilizzare il mondo accademico, i giovani di “Rondine” hanno avviato due progetti. Il progetto “Uni4”, mira a coinvolgere una decina di atenei di 4 aree diverse del mondo per promuovere progetti di educazione alla pace, con appuntamenti aperti alla cittadinanza. Il progetto avviene in collaborazione con Geo, Consorzio di 9 atenei italiani. Tra gli strumenti, anche un bando per progetti per attuare ciascuno dei punti del “Documento per la pace in Caucaso”. Il progetto “Relazioni di Pace”, invece, mira a sensibilizzare i giovani di altri Paesi sul conflitto del Caucaso e sul metodo di “Rondine”. “Una della prime cose che insegniamo è che anche un contesto crisi può essere un’opportunità per unirci. L’idea – hanno spiegato i giovani di “Rondine” – è che gli studenti nelle università possono essere concreto strumento per realizzare la conoscenza reciproca”. “Risaldare il legame tra società civile e istituzioni, all’origine della mancata soluzione di molti conflitti, gettare percorsi per un’economia che non sia causa di guerra” possono essere alcune piste di lavoro per le università, ha detto Andrea Messeri, dell’Università di Siena. L’Università di Trento, ad esempio, ha attivato un “Centro per la formazione alla solidarietà internazionale”. Quella di Modena un corso su “Cultura, pace e sostenibilità ambientale”.Sir