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Terremoto: geologi, 60% edilizia costruito prima norme antisismiche

La mancata prevenzione del rischio sismico – spiega Paolo Spagna, vice presidente della Fondazione centro studi del Consiglio nazionale dei Geologi, è costata dal dopoguerra ad oggi 200 miliardi di euro e un numero impressionante di vite umane.

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Distruzione ad Amatrice (foto Sir)

«Il 60% del patrimonio edilizio italiano è stato realizzato prima della Legge 64/1974, che ha introdotto le norme tecniche per la costruzione in aree sismiche, per cui è evidente la vastità del costruito potenzialmente coinvolto e l’enorme impegno economico, pubblico e privato, che deve essere messo in campo per dare loro sufficiente sicurezza». Lo ricorda Paolo Spagna, Consigliere nazionale dei Geologi e vice presidente della Fondazione centro studi del Consiglio nazionale dei Geologi.

«La mancata prevenzione del rischio sismico è costata all’Italia dal dopoguerra ad oggi quasi 200 miliardi e un numero impressionante di vittime. Non possiamo più continuare così», denuncia Spagna. «Un Paese che rispetta le legittime aspettative di sicurezza della sua popolazione è anche in grado di chiamare a raccolta tutte le migliori professionalità tecniche di cui dispone- sottolinea- accademicamente preparate allo studio dei fenomeni sismici e lavorare con loro, fianco a fianco, per la soluzione dei problemi o perlomeno per ridurne il rischio». Tuttavia, «in questo panorama davvero preoccupante, bene fa lo Stato a continuare a supportare con incentivi e detrazioni fiscali tutte queste opere antisismiche, ma purtroppo non basta – sottolinea il Consigliere nazionale dei Geologi – la strada maestra è e rimane la prevenzione. Riduce fino al 10% i costi generali e limita il rischio di perdite umane tra i 22 milioni di persone che vivono in zone ad elevato rischio sismico».

«Servono tra l’altro leggi snelle, che semplifichino l’iter burocratico di avvio dei lavori nelle zone terremotate – auspica Paolo Spagna, Consigliere nazionale dei Geologi e vice presidente della Fondazione centro studi del Consiglio nazionale dei Geologi – cogliendo ciò che di buono è stato fatto per esempio dopo il terremoto in Emilia-Romagna del 2012, a seguito della Legge 122/2012 di conversione del DL 74/2012, ma che prevedano soprattutto la preventiva necessità di indagare il sottosuolo e la propagazione locale delle onde sismiche prima di ogni intervento di messa in sicurezza statica degli edifici».

Fonte: Dire-Sir
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