Toscana
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Il Forum toscano scende in piazza contro la «Cirinnà»

Il Forum toscano delle associazioni per i diritti della famiglia non ha dubbi. E invita tutti «ad una partecipazione la più ampia possibile» alla manifestazione del 30 gennaio in piazza a Roma. L’obiettivo è «esprimere pubblicamente la nostra piena contrarietà» alla proposta Cirinnà sulle unioni civili attualmente all’esame del Parlamento.

La manifestazione del 20 giugno scorso (Foto Sir)

«Sentiamo la responsabilità – scrive il presidente regionale del Forum Gianni Fini in un documento – di far sentire la nostra voce a difesa della famiglia, avvertendo le gravi conseguenze che dalla indesiderata approvazione del disegno di legge, di per sé profondamente divisivo, si produrrebbero sul piano culturale, sociale e giuridico-costituzionale, stravolgendo valori, principi e l’insieme delle relazioni familiari». «L’occasione per far sentire la nostra voce – sottolinea il presidente regionale del Forum – è sicuramente la manifestazione laica del 30 gennaio, ritenuta “condivisibile e dalle finalità assolutamente necessarie” anche dai nostri Vescovi come sottolineato dal cardinal Angelo Bagnasco».

Il disegno di legge è, secondo Fini, ha una chiara impronta ideologica. Innanzitutto perché nel testo si individua «un regime a favore delle coppie dello stesso sesso e di fatto una conseguente piena equiparazione al matrimonio, in contrasto con quanto da tempo affermato dalla Consulta». In secondo luogo, il Forum chiede che sia «stralciata dal testo» la previsione all’adozione del figlio biologico del partner (stepchild adoption) o dell’affido rafforzato che attribuiscono «di fatto riconoscimento giuridico del “diritto al figlio”». Ma, sottolinea Fini, «non esiste infatti nel nostro ordinamento un diritto all’adozione o all’affido, ma soltanto il diritto del bambino ad avere un padre e una madre e i due istituti, seppure perfettibili, tendono ad assicurarne il rispetto». Non solo. «La questione più inquietante – lancia l’allarme il Forum – attiene poi alla concreta possibilità che l’approvazione del ddl Cirinnà nella attuale formulazione, generi una inevitabile correlazione tra adozione e l’odioso ricorso alla pratica della maternità surrogata o utero in affitto nei paesi ove è permessa, per consentire alle coppie omosessuali di procurarsi un figlio».

L’ultima questione è quella che riguarda la proposta di estendere la pensione di reversibilità alle unioni civili. Secondo il Forum «il tema non è tanto rilevante per l’aspetto della copertura dei costi pur non trascurabile» ma piuttosto per il significato: il beneficio è «a favore dei familiari superstiti ed in particolare del coniuge come pubblico riconoscimento della solidarietà familiare tra marito e moglie nella pianificazione familiare dell’impegno educativo e di cura dei figli». Per questo il Forum toscano chiede la «riscrittura del testo» affidandone la stesura «ad un gruppo composito di saggi». Questa è «la soluzione più appropriata per elaborare una proposta normativa in materia patrimoniale e successoria per le formazioni sociali, quindi sia coppie dello stesso sesso che convivenze di altra natura, escludendo – conclude il presidente Fini – ogni possibile forma di equiparazione all’istituto matrimoniale e alle sue prerogative costituzionali».

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