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Siccità: Rossi firma decreto, con urgenza 22 pozzi acqua potabile

Il presidente della Giunta regionale, Enrico Rossi firmerà in giornata il decreto per gli interventi di urgenza per la siccità. Il 19 la Regione terrà una riunione ad hoc per fare il punto sulla emergenza idrica che riguarda in alcune aree, specie in Lunigiana, in Versilia e all'isola d'Elba la scarsa disponibilità d'acqua potabile, e altrove l'irrigazione dei campi agricoli.

Siccità

Con il decreto il governatore della Toscana mette in campo interventi per oltre 20 milioni di euro, suddivisi in tre tronconi: 4 milioni serviranno alla realizzazione di 22 pozzi per l'approvvigionamento idrico (5 all'isola d'Elba, 3 in Lunigiana e Versilia, 7 in Valdelsa, 5 a Cecina (Livorno), 2 a Volterra (Pisa). «Mentre - chiarisce il presidente in conferenza stampa -, per dare un colpo ben assestato alla questione della Lunigiana, con un progetto da 12-13 milioni di euro, chiediamo la procedura d'urgenza per la dorsale di collegamento, tramite il tubo, con Livorno». L'emergenza siccità, segnala Rossi, «ormai si ripete con cadenza quinquennale. E nel nord della Toscana abbiamo scavato tanti pozzi nei precedenti 5 anni». Altri 4 milioni di euro, invece, saranno appositamente dedicati all'agricoltura. «Chiediamo al governo di poter intervenire d'urgenza - ribadisce Rossi -. Oggi consegnerò il decreto alla protezione civile, e spero di potere avere delle risposte in tempi rapidi. Al governo domandiamo di finanziare gli interventi urgentissimi per l'acqua potabile da 4 milioni di euro». A tal proposito, Rossi ribadisce che «i problemi della siccità sono circoscritti a delle aree, come l'isola d'Elba. I lavori per risolvere questo caso dovrebbero partire a giorni- afferma-: entro l'anno verrà avviato il dissalatore di Capoliveri che diminuirà la tensione, l'impatto del tubo sottomarino e garantirà una quantità di acqua piuttosto importante: si tratta di 14,5 milioni di euro di lavori, dei quali 2,5 sono stati messi dalla Regione stessa».

Rossi auspica di poter risolvere l'emergenza potabile «soprattutto dopo che sarà completato il «tubone» nella zona del cuoio: si tratta di quel grande intervento che consentirà di utilizzare le acque civili, reflue nella zona intorno al Padule di Fucecchio per il lavoro della pelle. Significa che poi non ci saranno più emungimenti» dall'acquedotto. «In corso di autorizzazione- aggiunge- sono le dighe di Levano. Abbiamo aperta la questione per far partire i lavori a Montedoglio, il più importante bacino del Centro Italia». Se la Toscana, tuttavia, complessivamente riesce a gestire questa stagione senza piogge, il merito va dato alle Giunte regionali del passato che crearono l'invaso pubblico di Bilancino. E in quest'ottica, Rossi prova ad allargare il campo al ruolo che possono avere anche gli invasi privati. «Voglio capire- ipotizza- se questi possano o meno essere sfruttati dentro un progetto globale, in modo tale da farli diventare parte del sistema irriguo in Toscana, prevedendo anche una forma per manutenerli».

Fonte: Dire-Sir
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