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Card. Menichelli: «Questo è un Sinodo di popolo»

«Riflettiamo su quello che in questi due anni ci è arrivato dal popolo». Lo ha detto oggi il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona Osimo e moderatore di uno dei Circoli minori di lingua italiana. Nei Circoli minori si è parlato anche di migrazioni forzate verso l’Europa: quelle dei giovani africani dal Maghreb e quelle delle comunità in fuga da Iraq e Siria

Sinodo sulla famiglia (Foto Sir)

L’Africa e il Medio Oriente, in particolare Siria e Iraq, sono stati oggi, 8 ottobre, i «protagonisti» del quarto briefing del Sinodo sulla famiglia che si tiene ogni giorno in Sala stampa vaticana. Dal pomeriggio del 6 ottobre e fino a questa sera i lavori si svolgono nei tredici Circoli minori suddivisi per gruppi linguistici.

«L’Africa non sta bloccando nulla e nessuno», ha puntualizzato monsignor Gabriel Charles Palmer-Buckle, arcivescovo di Accra (Ghana), rispondendo ad una domanda sul «freno» che il continente metterebbe ai lavori. L’Africa, ha proseguito, «vuole condividere i nostri valori, i valori della Chiesa universale», e «proporre quello che sentiamo sulla famiglia e per il bene della Chiesa».

Si è parlato anche di migrazioni forzate verso l’Europa: quelle dei giovani africani dal Maghreb e quelle delle comunità in fuga da Iraq e Siria. Per le prime mons. Palmer ha sottolineato le «consultazioni e iniziative» delle Chiese dell’Africa, mentre Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, patriarca di Antiochia dei siri, ha ricordato che centinaia di persone sono ostaggi dell’Isis e ha parlato di «famiglie strappate e separate». È un vero appello quello del patriarca: «Il dramma che vivono i cristiani in Medio Oriente è indescrivibile; noi facciamo del nostro meglio per far sentire in Occidente la loro voce», ma «siamo stati dimenticati se non traditi dai paesi occidentali, che sembrano seguire la politica dell’opportunismo economico». Dal cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona Osimo e moderatore di uno dei Circoli minori di lingua italiana, l’esortazione a non limitarsi all’accoglienza ma a chiedersi le ragioni del fenomeno: «Non abbiamo la soluzione ma possiamo suggerire e orientare».

Sullo svolgimento dei lavori, Menichelli ha parlato di «discussione molto aperta e fraterna» e di «visioni diverse», ma ha escluso personalismi. Questo, ha precisato, è un «Sinodo di popolo: ciò su cui riflettiamo non lo abbiamo inventato, è quello che in questi due anni ci è arrivato dal popolo di Dio». Ad una domanda se la relazione del relatore generale, cardinale Peter Erdö, sia «stata messa un po’ in soffitta», ha risposto: «I contenuti sono il risultato di una lettura complessiva dell’Instrumentum laboris. Ne evidenzia i punti fondamentali», ma il dibattito nei Circoli minori si fonda sull’Instrumentum laboris «che non contrasta con la relazione». Per mons. Palmer, il card. Erdö ne ha fatto «un bellissimo riassunto» e il Sinodo non ha messo «in disparte la sua relazione». Per il patriarca Younan, il Sinodo «privilegia soprattutto i Circoli minori nei quali possiamo discutere liberamente di tutti i temi» e non è vero che questi siano «soprattutto occidentali»: a dipingere questo quadro, dice, sono i media. Per il card. Menichelli, le sfide e i problemi della famiglia «sono evidenti in occidente ma lo sono anche in sud America e in Africa, pur con sfumature diverse». «Se qualcosa preoccupa la Chiesa in Europa, questo deve preoccupare anche la Chiesa africana, e viceversa», ha puntualizzato Palmer.

Ad una domanda sulle persone omosessuali, in particolare dopo l’affermazione del Papa «chi sono io per giudicare?», mons. Palmer ha detto che «la Chiesa africana afferma la dignità e i diritti di ogni persona, e quindi anche delle persone gay», ma ha  definito inaccettabile la proposta di aiuti finanziari da parte del governo britannico in caso di approvazione del matrimonio gay. «Per noi cristiani – ha affermato Younan - c’è, e ci deve essere, differenza tra il matrimonio come sacramento e le altre unioni tra persone». Il card. Menichelli ha detto che si è accennato anche al tema del diaconato femminile, ma i circoli «non sono il luogo delle decisioni»; occorre inoltre approfondirne le «prospettive sul lato teologico e sacramentale».

E a proposito di «ermeneutica cospirativa», il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha ribadito che non esistono complotti e che il processo sinodale si svolge «in piena lealtà e sincerità». Domani mattina si terrà la quarta Congregazione generale. Il relatore di ciascun Circolo presenterà in aula una breve relazione sul lavoro svolto.

Fonte: Sir
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